Medio Oriente e Nord Africa, online la moda italiana supera i gioielli

mena italian fashion

 

Sei mesi di ascolto assiduo della rete. Seguendo, analizzando e interpretando come gli utenti internet dei cosiddetti Paesi Mena (Middle East North Africa) commentavano i prodotti più importanti e le tendenze della moda italiana. Un focus sul made in Italy di lusso, dove le collezioni più importanti si confrontano con i gioielli più costosi. Prodotti che non lasciano indifferenti e che, proprio per la loro capacità di suscitare ammirazione e, quindi, reazione, siamo andati ad analizzare. Scoprendo, prima di tutto, che le discussioni sulla moda italiana hanno fatto registrare dei volumi superiori a quelli della gioielleria italiana, come dimostra il grafico di figura 1.

 

Fig. 1 Confronto dei volumi delle citazioni tra moda e gioielleria italiana, 1/10/2015 – 1/3/2016 (lingua inglese, francese, araba)

 

Nei cinque mesi che sono stati presi in considerazione, la moda italiana ha generato più di 30 mila messaggi, che hanno dato vita a 500 mila interazioni, raggiungendo quasi 290 mila utenti unici. Volumi non avvicinabili dalle discussioni sulla gioielleria italiana: 2 mila messaggi, 25 mila interazioni, poco più di 20 mila utenti unici raggiunti.  Per completezza di informazioni, ricordiamo che le discussioni prese in analisi sono state quelle in lingua italiana, inglese e araba

 

Fig. 2 Distribuzione di post e interazioni nei canali web e social in Medio Oriente e Nord Africa, periodo ottobre 2015 – marzo 2016

 

La moda si fotografa e corre su Istagram

Nonostante la differenza quantitativa, emerge che il canale utilizzato in maniera preponderante è lo stesso: per entrambi gli argomenti, infatti, prevale il linguaggio visivo di Instagram. Non solo, ma se allarghiamo lo spettro di analisi, notiamo che la composizione degli strumenti utilizzati, con relativa percentuale, è molto simile.  Twitter e Facebook sono i media più utilizzati dopo il noto social network di immagini, ma entrambi sono al di sotto del 20% totale. Nelle immagini più condivise fa bella mostra di sé il look degli utenti, seguito dagli acquisti (effettuati o desiderati) e dagli eventi.

 

Fig. 3 Confronto dei volumi delle citazioni tra moda italiana e alcune aziende, 1/10/2015 – 1/3/2016 (lingua inglese inglese, francese, araba)

Fig. 3 Confronto dei volumi delle citazioni tra moda italiana e alcune aziende, periodo ottobre 2015 – marzo 2016

 

Chanel vola, D&G sparisce

Quali sono i brand più attivi sulla Rete? E quali quelli di cui si parla di più nei Paesi del Medio Oriente e dell’Africa del Nord? Allargando lo spettro di analisi anche a brand non solo italiani, la Top Five non riserva grandi sorprese, ma qualche considerazione permette di farla (fig.3). Prima fra tutti, Chanel è il brand numero uno nei Paesi presi in considerazione. La casa di moda francese, inoltre, genera un volume di discussioni tre volti superiore a Gucci, primo brand italiano in questa particolare classifica, e quattro rispetto ad Armani (terzo in graduatoria e che precede Dior e Prada). Dal ottobre 2015 al marzo successivo, le discussioni sul fashion italiano si sono sviluppate su Istagram e Twitter. Sorprende la quasi totale assenza di facebook. Così come quella di un brand come Dolce & Gabbana, un marchio che guarda con un occhio privilegiato il mercato giovanile, con il quale però non parla sui social.

Il dato successivo conferma come sia curiosa la scelta di Dolce & Gabbana, se di scelta poi effettivamente si tratta. Nella distribuzione geografica dei contenuti aventi come argomento la moda italiana, infatti, emerge la presenza del nostro Paese grazie alle interazioni degli utenti con gli account ufficiali delle case di moda italiane (figura 4). Tra i top influencer italiani ci sono Armani, Gucci, Prada.

 

Fig. 4 Geolocalizzazione delle principali conversazioni social sulla moda italiana, 1/10/2015 – 1/3/2016 (lingua inglese inglese, francese, araba)

Fig. 4 Distribuzione geo-localizzata di post e interazioni sulla moda italiana, periodo ottobre 2015 – marzo 2016

 

Dubai, passione moda italiana

 

distribuzione geografica moda italiana

Fig. 5 Distribuzione geo-localizzata di post e interazioni, periodo marzo 2015 – ottobre 2016

L’analisi della distribuzione geografica dei Paesi che hanno fatto registrare un maggiore volume di messaggi online e  aventi per argomento la moda italiana rivela come gli Emirati Arabi giochino la parte del leone, con il 41,3 per cento delle discussioni. Occorre ricordare che questi dati non possono avere un valore assoluto in quanto si riferiscono esclusivamente agli utenti social che hanno permesso la geolocalizzazione. In questo ambito, negli Emirati gran parte del traffico si concentra a Dubai, dove le aree più calde risultano essere: The Palm Jumeirah (vedi figura 5, messaggio di esempio), Burj Al Arab e Jumeirah Beach. Staccatissime Turchia e Libano, rispettivamente con il 14 e 11,9  per cento. Balza agli occhi il quarto posto dell’Iraq, che precede Paesi con una situazione economica e politica più stabile come Arabia Saudita, Israele e Kuwait.

 

Fig. 6 Geo-localizzazione di messaggi e interazioni sulla moda italiana con un post di esempio, Dubai, periodo ottobre 2015 - marzo 2016

Fig. 6 Geo-localizzazione di messaggi e interazioni sulla moda italiana con un post di esempio, Dubai, periodo ottobre 2015 – marzo 2016

 

L’ultima sorpresa, infine, arriva dall’analisi demografica (figura 6). Se l’87% dei contenuti prodotto nella fascia d’età 18-34 anni si poteva intuitivamente prevedere, alzi la mano chi si aspettava un quasi 48 per cento di uomini intenti a discutere di moda sui social.

 

Fig. 6 Composizione demografica delle conversazioni sulla moda italiana, ottobre 2015 - marzo 2016 (i dati demografici su genere ed età sono relativi ai soli canali social in cui vengono dichiarati)

Fig. 6 Composizione demografica delle conversazioni sulla moda italiana, ottobre 2015 – marzo 2016 (i dati demografici su genere ed età sono relativi ai soli canali social in cui vengono dichiarati)

 

A cura di Vincenzo Mulè e Zohra Rhomani

Zhora Rhomani

Vive a Meknés, in Marocco. È analista per il mondo arabo, specializzata in comunicazione e marketing di prodotto. Laureata in Lingua e letteratura inglese, è insegnante di scuola media e superiore, traduttrice in francese e arabo, redattrice e travel writer per editori in Marocco e Francia. Social Media Analyst su temi culturali e di marketing, ha collaborato con alcune aziende europee. Lingue: arabo, inglese, francese.