Tag ‘2.0’

Comunica, conosci e condividi. La dimensione “relazionale” è il cuore pulsante della Rete e del Web 2.0. Gli utenti scelgono di intrecciare le maglie delle proprie relazioni professionali negli spazi on line.

I social network professionali hanno un carattere fortemente personale, dove contano e hanno visibilità le singole attitudini e capacità nell’ambito lavorativo. La Rete di contatti deve essere gestita personalmente, perché il rapporto di fiducia si basa sulla condivisione di know how. Ecco i più famosi:

LinkedIn offre la possibilità di pubblicare il proprio profilo professionale e invitare altre persone a far parte della propria rete di contatti. Con più di 17 milioni di utenti in America del Nord, Asia e Europa, copre circa 150 diversi comparti economici. Livello di usabilità basso: il pacchetto di funzionalità molto potenti sono difficili da utilizzare per utenti poco esperti.

Aren Asia, social network professionale focalizzato sui nuovi mercati asiatici, on line dal 2007 è ancora in versione beta. È possibile creare una rete di connessioni o un gruppo di utenti legati a un tema di interesse comune o formato da un team di lavoro. Alcune funzionalità (‘Events’, ‘Marketplace’, ‘Knowledge base’) non sono disponibili. (continua…)

L’innovazione tecnologica determinata dall’affermarsi del digitale ha investito l’industria dei media, trasformandone i connotati tradizionali o quanto meno dando vita a una nuova e parallela realtà ancora in gestazione che oggi viene comunemente definita come “creative industry”. Lo sviluppo del protocollo internet (TCP/IP), delle reti a larga banda, fisse e mobili, e dei servizi video ad essa collegati, hanno dato vita al fenomeno della convergenza multimediale, e con esso investito la catena di produzione, distribuzione, promozione e fruizione dell’industria dell’audiovisivo, modificandone attori e processi.
L’elemento più appariscente della trasformazione in atto potrebbe essere identificato nell’utente/consumatore, il quale emerge come il nuovo motore dell’industria dei contenuti digitali. Ma quello in corso è, in realtà, un più generale riassetto (da alcuni definito come una vera e propria disintegrazione) della catena del valore e delle relative funzioni dell’intero comparto dell’audiovisivo. (continua…)