Tag ‘architettura dell’informazione’

Tag cloud del testo di questo post

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Anche la Rete è suscettibile alle mode. Una delle più seguite negli ultimi tempi consiste nel disseminare blog, siti e portali di tag cloud, una forma di visualizzazione dei dati che mostra un gruppo di parole di grandezza differente.

I tag più usati hanno un font più grande, quelli meno usati un font più piccolo. Lo scopo è dunque quello di pesare la grandezza delle parole in base alla loro frequenza, in modo da visualizzare, colpo d’occhio, quali tag vadano per la maggiore . Oltre alla grandezza, le parole possono essere organizzate in ordine alfabetico, per similarità semantica, oppure casualmente. Le voci sono di solito link che portano ad un elenco di oggetti collegati a quella voce.

Non si sa di preciso chi abbia inventato questo sistema. Secondo la versione inglese di Wikipedia il primo ad utilizzare le tag cloud è stato lo scrittore canadese Douglas Coupland nei cosiddetti “subconscious files” del suo romanzo Microservi, ma la pagina in questione non è più raggiungibile. (continua…)

Il termine folksonomy è un neologismo coniato nel 2004 da Thomas Vander Wal, tratto dall’inglese folks (gente) e taxonomy (tassonomia, classificazione). Una folksonomia è una classificazione spontanea e collaborativa, creata dagli individui che, assegnando delle parole chiave (tag), classificano immagini, video, link, testi e così via.
Considerato che gli organizzatori dell’informazione sono per lo più utenti finali, la folksonomia produce risultati che riflettono l’informazione in maniera più efficace di un’organizzazione ad albero, secondo il modello concettuale della popolazione che la utilizza. (continua…)