Verde il pc, verde tutto il settore dell’Information Technology (attualmente responsabile del 2% dell’emissioni di anidride carbonica, oltre che della spazzatura elettronica), verdi le aziende. Ambiente su ambiente, dunque un must, un credo, un make-up eccezionale per chi vuole continuare a vendere in un mercato freddo, contratto dalla crisi finanziaria.
Gli uomini di marketing hanno da tempo integrato nei loro business plan il fattore “sostenibilità”, dapprima per migliorare la vendibilità dei prodotti, poi per ripensare l’organizzazione del lavoro e l’intera filiera produttiva. Tutti illuminati, consapevoli all’improvviso delle sorti della madre terra? Più verosimilmente, a preoccupare i produttori è l’ascesa dei consumi e dei costi della corrente elettrica.
Con la diffusione dei personal computer, le aziende IT si sono lanciate in una corsa al contenimento dei consumi energetici a cominciare dai centri di calcolo (processo che gli americani sintetizzano in un solo termine:“downsizing”). Dai grandi mainframe, si è passati agli elaboratori dipartimentali, minicomputer, fino agli attuali server poco più grandi dei normali pc, riducendo drasticamente gli spazi d’ingombro e soprattutto il fabbisogno di energia. La necessità di consumare meno, ha portato ad una riscrittura e miglioramento dei programmi in termini di efficienza energetica.
Questa può essere considerata la prima operazione di Green IT o green computing. (continua…)




