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“Come mai la pagina più visitata del mio sito non è la home?”. Una domanda che a prima vista potrebbe suonare come una provocazione: non è possibile, verrebbe da rispondere. Invece può succedere, soprattutto se stiamo parlando di siti di informazione. Vai a capire che tra ricerca organica, SEO e indicizzazione, non è detto che il contenuto di maggior interesse – non per il cliente, ma per l’utente - sia il banner in evidenza sulla home ma il box nella subhome o la scheda nella colonna di destra della pagina di terzo livello.

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Quella tra il Web e le nostre riviste è una relazione fragile, se non, in molti new mediacasi, addirittura inesistente.
A 20 anni dallo sviluppo della Rete, un periodico italiano su due non ha, infatti, una presenza su Internet. Il dato arriva da un approfondimento del rapporto sui media, realizzato dall’Osservatorio new media del Politecnico di Milano, riferito ai primi mesi del 2011. (continua…)

e-book2_300x200La grande comodità è quella dell’immediatezza. Entri in un sito specializzato, consulti il catalogo dei titoli, scegli quello che ti interessa, paghi con la carta di credito e ti scarichi in pochi secondi il tuo bel libro in formato pdf. A quel punto potrai decidere se leggerlo su un supporto digitale – computer, telefonini di ultima generazione, palmari e appositi lettori con i quali potete sfogliare anche il vostro giornale mattutino – oppure stamparlo, magari utilizzando il formato doppia pagina e fronte retro, così da consumare solo un quarto della carta.

In pratica, tutte le azioni che in un normale libro cartaceo sono immediate e scontate – come scorrere le pagine o inserire un segnalibro – possono essere emulate dal software del dispositivo di lettura. Va da sé che il libro elettronico (lo avrete capito, stiamo parlando dell’e-book…) nell’imitare quello cartaceo, approfitterà dei vantaggi offerti dalla sua natura digitale. Un esempio? La possibilità di essere un ipertesto e inglobare elementi multimediali. Ma anche la comodità di consultare in tempo reale dizionari o vocabolari contestuali. (continua…)

bib_digitaleÈ dalla fine degli anni ’80 che si cerca di realizzare la “biblioteca digitale”.
Il termine è stato coniato da bibliotecari e ricercatori intendendo con esso collezioni di documenti digitali organizzate per contenuti e finalizzate a specifici utenti, ma è stato con la diffusione dell’uso di Internet che il processo di digitalizzazione delle opere cartacee ha subito una rapidissima spinta in avanti.

La Rete infatti ha completamente trasformato l’approccio alla conoscenza. Per far fronte a questo cambiamento sempre più biblioteche ed istituti universitari hanno iniziato a digitalizzare il loro patrimonio e ad avviare progetti online, con l’obiettivo di semplificare l’accesso ad un’informazione filtrata e di qualità e garantirne la preservazione nel lungo periodo.

Diverse le iniziative da parte di musei, biblioteche o anche semplici iniziative private che si sono poste il problema della memoria digitale.

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Treccani_blogNe sono cambiate di cose dall’analisi sulle enciclopedie online che facevamo sul questo blog oltre un anno fa, e chi allora si aspettava un rapido incremento delle risorse enciclopediche online ha dovuto ricredersi: in Rete sono sopravvissute solo le enciclopedie che hanno avuto il coraggio di scommettere sul 2.0 e sulla partecipazione degli utenti.

Encarta, l’enciclopedia multimediale prodotta da Microsoft dal 1993, non esiste più. A marzo del 2009 Microsoft ha annunciato che il 31 ottobre 2009 avrebbe chiuso il sito web di Encarta e non avrebbe più fornito i servizi legati a questo prodotto. L’azienda ha giustificato la chiusura di Encarta con i profondi cambiamenti nelle modalità di ricerca delle informazioni, la cosiddetta rivoluzione del web 2.0 e la concorrenza con le enciclopedie online, come ad esempio Wikipedia

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Durante l’analisi dei siti web delle principali enciclopedie, è emersa la presenza di notevoli differenze all’interno del panorama internazionale: fra le case editrici che mettono a disposizione in rete le proprie risorse e quelle che utilizzano il web esclusivamente per presentare la propria offerta commerciale.

In particolare, per quanto concerne gli aspetti di web marketing, la scelta fatta in tutti i casi esaminati è quella di offrire brevi estratti delle risorse digitali in forma gratuita. E riservare, invece, solo agli utenti che sottoscrivono un abbonamento a pagamento la consultazione integrale dei materiali enciclopedici. Le offerte di abbonamento proposte offrono una vasta gamma di soluzioni, che vanno dall’abbonamento a tempo (annuale, mensile, settimanale o giornaliero) adottato dalla Enciclopedia Britannica o da World Book Enciclopedia, a forme di abbonamenti a punti oppure tramite l’acquisto di singoli articoli come quelli dell’enciclopedia tedesca Brockhaus. (continua…)

La transizione è in corso. Difficile, quindi, offrire una fotografia nitida ed esaustiva della migrazione on line di cui è protagonista la carta stampata. Tanto più oggi, che il fenomeno segna un’improvvisa accelerazione e si manifesta attraverso modalità di vario genere, a volte di segno opposto. Come i giornali che scelgono di abbandonare per sempre le rotative. La chiusura di riviste nate sulla Rete. O la continua nascita di testate internet locali, legate al territorio sia nei contenuti delle news, sia nei mezzi di sostentamento: la pubblicità. In nome di questa, giornali e web, si combattono, fanno pace e anche ‘cartello’, suscitando l’attenzione delle Autorità antitrust.

Strategie e alleanze

È negli Usa che si gioca, tra old e new media, la partita più grossa per la sopravvivenza. Qui non ci sono sovvenzioni pubbliche per la stampa e la crisi economica si manifesta anche nella riduzione degli investimenti pubblicitari. Mentre i guru di internet e qualche magnate prevedono la fine dell’inchiostro su carta. Ad esempio Steve Ballmer, CEO di Microsoft, il quale ha detto al Washington Post che la stampa morirà entro dieci anni. Più cauto, per ovvi motivi, Rupert Murdoch, che al suo Wall Street Journal – e agli altri giornali – dà ancora vent’anni di vita. (continua…)