1/06/2012 di Barbara Lauro
Secondo giornalisti e critici televisivi, la “convergenza” tra tv e social network è ciò che distingue un programma nuovo da uno di vecchia concezione. Lo spettatore moderno guarda con un occhio lo schermo del pc, o del tablet, e con l’altro quello della televisione. E vuole far sentire la sua voce, intervenire, porre domande, commentare, votare (nel caso dei talent), interagire con il conduttore e i suoi ospiti.
Tra i vari social networking, il più presente sui teleschermi però non è Facebook. Indubbiamente commenti e conversazioni presenti sul famoso social creato da Mark Zuckerberg condizionano lo sviluppo dei palinsesti spesso determinando le decisioni degli stessi produttori, ma a parte il caso di voto interattivo dentro reality e talent show, le pagine di Facebook non ”dialogano” con le trasmissioni in onda. La loro influenza, per quanto pesante, vive esternamente allo schermo TV.
(continua…)
 |
Comments Off |
 |
Nella storia della Rete, ma anche in quella della società degli ultimi anni, Facebook può essere considerato una sorta di spartiacque. Da quando è nato, o meglio da quando si è diffuso, tutte le relazioni, le notizie, i fenomeni culturali e non passano per il social network di Zuckerberg.
Inutile dire che sia diventato oggetto di ricerche, sondaggi e analisi di vario genere, che spaziano su diversi ambiti.
Quello dei sentimenti e degli stati d’animo è sicuramente uno dei più esplorati: una recente analisi afferma che gli aggiornamenti di stato sul social network sarebbero uno specchio del nostro livello di depressione. Soprattutto tra i giovani: un’indagine effettuata dall’università di Washington su 200 studenti iscritti a Facebook e altre reti sociali ha rilevato che un aggiornamento su tre mette in evidenza sintomi collegabili alla depressione. Frasi tristi, status che esprimono angoscia, link a notizie di cronaca sarebbero i sintomi del malessere. Per questo, è fondamentale che genitori e amici leggano con attenzione quanto pubblicato su Facebook per aiutare eventualmente i ragazzi in difficoltà. (continua…)
 |
Comments Off |
 |
Strumento per comunicare con target di utenti non raggiunti, luogo di interazione e scambio per aumentare la partecipazione con i cittadini, ma anche perdita di tempo e risorse, fenomeno di puro voyeurismo tecnologico e sociale. Sono questi gli estremi tra cui oscillano i giudizi delle Pubbliche Amministrazioni sui social network: da Facebook a Twitter, da Youtube a Flickr la presenza delle Pa sulle reti sociali è da sempre accompagnata da scetticismo e luoghi comuni, sebbene non manchino casi di eccellenza ed esperienze riuscite.
Per sfatare i pregiudizi e riportare nei ranghi i “facili entusiasmi”, abbiamo realizzato per un nostro cliente un’analisi di benchmark per individuare le best practice italiane ed estere. Obiettivo? Determinare una strategia di promozione online dei temi legati alla mission istituzionale dell’ente, che tenesse conto delle criticità e dei punti di forza di questa azione. (continua…)
 |
Comments Off |
 |

Come utilizzare al meglio Facebook e Twitter? Cercando su Google si trovano molte guide, consigli e strategie definite “vincenti” per promuoversi attraverso i social media. Ci sono post sull’utilizzo del pulsante Like e del Condividi, oppure sull’importanza di creare una buona landing page per il brand aziendale. E leggerete che su Twitter è necessario conquistare i proprio follower, retwittando anche contenuti altrui e, guai a non farlo, partecipando al Follow Friday.
Tutte informazioni corrette, ci mancherebbe. Spesso però, al “cosa fare” difficilmente segue una spiegazione di “come fare” e soprattutto di “come non fare”. Dato che il trend del momento, lanciato dal programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, è quello degli elenchi, abbiamo pensato a un post in cui elencare le cose da non fare assolutamente su Facebook e Twitter. O meglio, da non fare in un certo modo. (continua…)
 |
Comments Off |
 |