Tag ‘giornalismo partecipativo’

Iran22In questa intervista, Mehdi racconta come usano gli iraniani Internet: per comunicare e superare la censura alla parola libertà. Mehdi è in Italia da quasi dieci anni. Ne ha trenta e non appena può torna in Iran, il paese dove è nato e cresciuto. La sua famiglia vive lì, nella capitale. Nei giorni degli scontri di Teheran ha preso parte anche lui alla grande manifestazione contro la rielezione di Ahmadinejiad. È stato parte dell’onda verde, il movimento di protesta che prende il nome dal colore del fazzoletto che Mousavi indossa sempre, perché discendente di Maometto.

Anche lui camminava a metà giugno tra la folla, in mezzo a migliaia e migliaia di giovani, donne con i loro bambini e anziani: tutti insieme per dire basta alla dittatura, a un governo che si comporta quotidianamente come il più violento dei regimi. Il suo racconto inizia con la parola “sorpresa”. Quella che ha provato vedendo tanta folla in piazza Azadi (in persiano, Libertà). “Mi sono chiesto come fossero riusciti a organizzare una manifestazione così imponente. Non sono stati utilizzati i media ufficiali, tutto è avvenuto con il passaparola”. (continua…)

culturr-eLa cultura, l’istruzione e la conoscenza sono sempre più fruibili, accessibili e immediati. Secondo un sondaggio, Internet è la terza fonte di informazione per gli americani, dopo le stazioni televisive locali e nazionali.
Sulla Rete cambia il modo di leggere le notizie e di approcciarsi alla lettura. Infatti anche i libri, simbolo per eccellenza di una saggezza che si tramanda, sono minacciati sia dallo sviluppo di alcuni social network (ad esempio Issuu che permette di leggere testi anche integrali) sia dai loro nemici diretti: gli e-book. Non a caso in America tre mesi fa, gli e-book hanno superato i libri nelle vendite: Amazon, il popolare on-line store, produttore dell’e-book reader Kindle, ha battuto per la prima volta le librerie tradizionali.

(continua…)

socialitalianiIl giornalismo partecipativo (o citizen journalism) è figlio del web 2.0: i lettori cercano notizie, le elaborano, le inviano, le giudicano. I Social News sono i luoghi della Rete dove è possibile tutto ciò. Queste piattaforme on line integrano le funzionalità di un blog collettivo ed elenchi di web link in un’unica soluzione.

Gli utenti registrati possono liberamente pubblicare contenuti, non solo testuali, inserendoli in determinate categorie tematiche. Ogni autore ha la possibilità di tracciare il proprio profilo, arricchendolo con una scheda biografica, tramite il quale potranno essere facilmente rintracciati tutti i contenuti pubblicati dal singolo account. Tutti gli iscritti possono inoltre votare e commentare le notizie, determinando il posizionamento delle news sul sito.

(continua…)

Il primo maggio 2009 Freedom House ha pubblicato il suo rapporto annuale sulla libertà di stampa in 195 Paesi nel mondo. Accade dal 2002 (almeno in forma digitale), ma solo quest’anno il fatto ha avuto in Italia una certa risonanza. Per due motivi. Uno perché l’Italia è stata declassata da Paese libero a semi-libero. E due perché la notizia è arrivata come una folata di vento sul fuoco di una polemica nascente, quella sfociata nelle 10 domande di Repubblica a Silvio Berlusconi. Portano la data del 28 aprile, infatti, sia l’articolo sulla nota festa di compleanno che le dichiarazioni di Veronica Lario all’Ansa.

Tre le motivazioni che hanno pesato nel giudizio sul nostro Paese: la crescita dei limiti alla libertà di parola per via legislativa e giudiziaria (cause per diffamazione a mezzo stampa), l’aumento delle intimidazioni ai giornalisti da parte della criminalità organizzata e di gruppi della destra estrema e l’eccessiva concentrazione della proprietà dei media. Un punto, quest’ultimo, rispetto a cui il report fa esplicito riferimento al ritorno alla presidenza del Consiglio da parte di Silvio Berlusconi, che ha “reawakened fears about the concentration of state-owned and private outlets under a single leader” (ha risvegliato le paure circa la concentrazione dei mezzi d’informazione pubblici e privati sotto una sola guida). (continua…)