Lo scorso 25 ottobre l’Osservatorio Storytelling, recentemente fondato presso l’Università di Pavia con l’obiettivo di divulgare le discipline relative alla narrazione d’impresa, ha organizzato il 2° Convegno Nazionale sulla Narrazione d’Impresa. Dai temi affrontati durante l’evento, si ha immediatamente la percezione di quanto “l’arte di raccontare storie” sia utilizzata in diversi ambiti della vita sociale. Dalla politica al marketing, dall’advertising alla formazione, singoli individui, piccoli gruppi o grandi imprese sempre più di frequente adottano in maniera consapevole tecniche e strategie legate allo storytelling. In questo contesto, numerose aziende si trasformano in moderni cantastorie – da Apple a Microsoft, da Barilla a Nike – ricorrono a formule narrative per la costruzione e per la comunicazione della propria identità istituzionale.
L’arte di raccontare
“Il racconto comincia con la storia stessa dell’umanità; non esiste, non è mai esistito in alcun luogo un popolo senza racconti” è quanto afferma Barthes. Le narrazioni hanno molte funzioni, che risultano centrali per l’identità dei singoli e di piccoli o grandi gruppi sociali. Le storie rendono la comunicazione più coinvolgente e accattivante. È questa premessa che getta le basi per la diffusione dello storytelling istituzionale, nel quale è implicito un più forte coinvolgimento di tutti gli attori.





