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webradioQuanto tempo è passato dalla nascita delle prime radio libere? Quelle raccontate, per esempio, da Ligabue in “Radiofreccia” oppure da Marco Tullio Giordana ne “I cento passi”. Erano i tempi dell’analogico, delle frequenze clandestine e delle radio locali, il cui segnale si poteva ascoltare solo a pochi chilometri di distanza.

Negli anni Novanta, all’apice del successo delle radio commerciali, quale giovane adolescente non sognava di diventare deejay? Decidere la playlist di canzoni da trasmettere, parlare al microfono e magari interagire con gli spettatori che chiamavano in trasmissione: oggi Il web e la tecnologia dello streaming hanno trasformato questo sogno in realtà e lo hanno reso alla portata di tutti.

In principio erano le web radio, nate verso il 1995 ma che, anche per le infinite questioni  legate ai diritti d’autore, hanno iniziato a diffondersi solo dopo il 2000 (e in Italia con ancora più ritardo). Per creare una web radio non occorre molto: basta un buon PC, una normale scheda audio, un microfono e una cuffietta e un bel repertorio di musica in mp3. Il software necessario per iniziare a trasmettere, Shout Cast per esempio, si reperisce gratuitamente.
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Le mamme blogger scrivono la sera tardi, quando i bambini sono a letto o la mattina presto, prima che si svegli la truppa familiare. Hanno aperto un blog per uscire dalla solitudine del post parto, lasciare un ricordo ai propri figli e esercitare la propria passione per la scrittura.

Le mamme sono da sempre un segmento di mercato interessante: filtrano le informazioni, le condividono, le commentano e le trasmettono già da prima della nascita di Internet. Lo fanno da sempre all’uscita dell’asilo, mentre aspettano i propri bambini. Ma chi sono, e quante, le mamme blogger d’Italia? E perché aprono un blog?

A queste domande ha tentato di rispondere una ricerca, presentata alla Bocconi di Milano, sullo stato dell’arte dei blog tematici dedicati alla maternità e alla cura dei figli in Italia. Partendo da 250 blog e 20 interviste da cui sono stati tratti i primi risultati, Fattore Mamma e Ask hanno indagato per alcuni mesi il fenomeno. (continua…)