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Web 2.0Secondo l’ultima ricerca di Cohn & Wolfe, realizzata con il supporto tecnico di Lightspeed Research, gli utenti italiani vorrebbero una presenza di maggior qualità delle aziende nel luoghi del Web 2.0. Lo studio, condotto su oltre 200 consumatori online tra i 18 e i 54 anni, rivela come per l’83% degli internauti i marchi dovrebbero sviluppare nuove modalità di interazione con i propri clienti. Quasi l’80% degli intervistati ritiene opportuna una presenza attiva e coinvolgente nei social media, sottolineando come non basti essere presenti, aprire profili e occupare un territorio virtuale. Ciò che serve è interazione e coinvolgimento, in una parola, “prossimità”.

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addiction2Scrivere un post, aggiornare il proprio profilo nei social network, pubblicare foto o video in Rete. Gli utenti sono sempre più impegnati in queste attività. Ne è la testimonianza la netta crescita del Web 2.0 proprio nelle due aree più rappresentative: video online (Youtube) e social networking (secondo i dati Nielsen novembre 2009). Alla fine, scrivendo e condividendo, ci si interroga: chi parla di noi in Rete? Quali potrebbero essere gli argomenti collegati ai nostri? E allora, ecco i principali strumenti utilizzati sul Web per scoprire gli autori dei “rumors” in Rete.
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Da una ricerca di Hotwire Ipsos MORI su un campione di utenti europei, è emerso che 25 milioni di persone in età adulta, dopo avere letto recensioni pubblicate sul web, hanno cambiato opinione circa un’azienda e i suoi prodotti e servizi. Inoltre, un terzo degli intervistati (34%) ha ammesso di essere stato influenzato nelle scelte d’acquisto di un prodotto o servizio dopo aver esaminato le recensioni e i pareri di altri consumatori.

Un quarto del campione (24%), poi, considera i blog una valida e stimata fonte di informazione, ritenendola più affidabile della pubblicità in televisione (17%) dell’e-mail marketing (14%) ma meno dei giornali (30%). Utenti ormai smaliziati, in grado di gestire con semplicità e attenzione le diverse fonti d’informazione, confermano l’importanza della prima regola del marketing: “consumer is the boss”.

Ad esempio, qualche tempo fa, in Rete, è comparso un video che mostra come aprire il lucchetto prodotto da una nota marca americana, utilizzando una comunissima penna biro. In pochi giorni il filmato ha fatto il giro del web, con le relative conseguenze sulla reputazione dell’azienda e sulle vendite del prodotto. (continua…)