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blogI social media svolgono sempre più spesso un ruolo importante nel modo in cui le organizzazioni benefiche affrontano i grandi problemi locali e globali. Dalla American Red Cross, che per aiutare Haiti nel post-terremoto ha utilizzato gli strumenti del Web e della telefonia per raccogliere 5 milioni di dollari, al microcredito di Kiva, che non esisterebbe senza il concetto del social networking, tutti cercano nuovi modi di ‘sposare’ le Reti sociali. Ecco di seguito alcune tendenze – individuate dagli esperti del noto blog Mashable – su come gli strumenti 2.0 vengono utilizzati per promuovere i cambi positivi nel mondo.

Crowdsourcing

È uno dei termini più di moda al momento, e si riferisce allo sviluppo di un progetto da parte di un insieme distribuito di persone non organizzate in un team. Un esempio è l’iniziativa dell’organizzazione 350.org, che qualche tempo fa ha deciso di organizzare una manifestazione per ricordare al mondo la necessità di limitare le emissioni di CO2. Ma invece di stampare cartelloni e volantini da attaccare sulle pareti o da distribuire, gli organizzatori hanno pubblicato una semplice ‘call to action’ sul loro sito, condividendola e creando il passaparola tramite i social media.
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Che volto ha l’Italia del download? Quali sono le sue caratteristiche e, soprattutto, come ha influito la possibilità di scaricare musica dalla rete sui consumi audio-video tradizionali? Nel 2007 la Fondazione Einaudi ha provato a dare una risposta a queste domande pubblicando una ricerca condotta su un campione di 1600 utenti per indagare, per la prima volta, quali siano le dinamiche dei consumo di contenuti digitali nel nostro Paese (nell’immagine, un dettaglio della copertina del report).

In primo luogo, lo studio ha potuto dare una stima delle dimensioni del fenomeno: sul totale del campione, circa il 67% degli utenti non scarica contenuti dalla rete, mentre il 7% acquista musica on line a pagamento. Il restante 25% degli intervistati, infine, costituisce quello che potremmo definire il vero focus della ricerca: gli utenti che utilizzano  programmi di file sharing per condividere e scaricare gratuitamente tracce audio e video da internet.

Proviamo, servendoci dei numeri, a dipingere un ritratto di questo gruppo di navigatori: si tratta perlopiù di studenti, di età compresa fra i 15 e i 24 anni, residenti prevalentemente al sud, in piccoli comuni e, naturalmente, dotati di un’elevata competenza tecnologica. Inoltre, la ricerca sottolinea anche una lieve differenza di genere: a scaricare musica dalla rete sono soprattutto gli uomini (64% del campione) il che, secondo gli autori,  sembra confermare un’ipotesi di “gender divide”, per la quale il sesso maschile sarebbe più propenso all’utilizzo della tecnologia rispetto a quello femminile. (continua…)