
Il Brasile è uno dei paesi che investe maggiormente nella comunicazione on line e nei social media. Le web agency di São Paulo e Rio de Janeiro sono tra le più creative al mondo e la blogosfera brasiliana è sempre un’ottima fonte di articoli e riflessioni interessanti.
Su Midiaboom per esempio, c’è un interessante articolo scritto da Sabrina Almeida su come analizzare il buzz in Rete e monitorare una campagna di comunicazione nei social media. Di seguito le parti salienti, tradotte in italiano.
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22/04/2010 di Luana Andreoni
Oggi che le informazioni su prodotti e servizi sono veicolate in buona parte attraverso l’uso del social networking, e in particolare su piattaforme quali Facebook e Twitter, le imprese creano nuove posizioni lavorative dedicate ai social media. Figure come il “Social Media Director” o il “Social Media Specialist” stanno emergendo con forza sul mercato del lavoro. E se una piccola impresa potrebbe non essere in grado di assorbire il costo di una risorsa dedicata a tale attività, le grandi realtà commerciali si mostrano invece disposte a investire parte del budget di comunicazione in questa nuova forma di marketing. Il monitoraggio della web reputation e l’implementazione di strategie correlate sono infatti considerate fondamentali, in quanto in grado di incidere direttamente sui profitti dell’azienda.
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L’ultimo a far parlare di sé è stato il video di Charlie. Un bambino americano di pochi mesi diventato celebre grazie al breve filmato in cui, ripreso dal padre, morde il dito del suo fratellino sempre più intensamente fino a farlo piangere, per poi sciogliersi in una gran risata.
“Charlie Bit me” non raggiunge il minuto di durata, ma su Youtube è stato visto 177 milioni di volte, è stato postato 5.861 volte, ha poi totalizzato: 6,455 tweet, 330 mila commenti e 201 mila Facebook share.
Sono i video virali: filmati di pochi secondi, girati con videocamere, fotocamere o direttamente con il cellulare, che attraverso l’effetto “Wow” (l’effetto sorpresa), stupiscono, incuriosiscono, divertono l’utente a tal punto da mettere in moto rumorosi passaparola che non conoscono confini in termini di piattaforme sociali.
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