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social_media_aziendaGenerare Visibilità con i Social Media? Semplice: basta gestire i rapporti on line, ottimizzare le pagine web per le piattaforme sociali, utilizzare gli aggregatori 2.0. Implementare una strategia di social media marketing è un’operazione assai complessa, data la natura multi livello dell’approccio, un mercato poco propenso a investire in modo sistematico e la definizione delle personalità che vanno poi a curare tutti questi aspetti.

I nuovi modelli proposti dai consulenti di Web Marketing e determinati dalla rapida evoluzione tecnologica costringono le aziende a predisporre strutture ex-novo per affrontare questo tipo di esigenze. Solitamente ad essere impiegati sono lavoratori che si occupano di altro, poco formati per la “Cura” dei Social Media, relegando il compito ai margini delle proprie “do list”.

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Youtube ospita attualmente 5,1 milioni di video visualizzati per 1,7 miliardi di volte. Più di 100 milioni di visitatori unici al mese, un pubblico trasversale che non conosce limiti di età. Una popolarità indiscussa, il terzo sito più visitato al mondo nel 2008 dopo Yahoo e Google.

Nonostante la crescita delle altre piattaforme di video sharing (vedi Hulu) rimane “la più vasta community di video online esistente al mondo”. Un bacino d’utenza perfetto per chiunque voglia pubblicizzare i propri prodotti e dare visibilità ai propri brand.

Dal 2005 (anno di nascita) ad oggi i programmi pubblicitari della video-community californiana sono diventati sempre più articolati, da una parte per rispondere all’esigenze di visibilità delle aziende dall’altra per monetizzare i video  e rendere remunerativa la piattaforma per compensare i crescenti costi di gestione.

Chiunque, dall’inserzionista al commerciante locale, può diffondere la propria campagna pubblicitaria. L’offerta è ben articolata dai semplici banner in flash fino alle collaborazioni tecniche con Youtube per creare nuovi prodotti. 

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Tempo fa Gianluca Diegoli (blogger esperto di marketing non-convenzionale), spiegava come i banner pubblicitari siano cambiati poco rispetto alla varie evoluzioni-rivoluzioni che hanno interessato la Rete in questi ultimi anni. Dopo l’avvento dei contenuti UGC (user generated content) e dei social network, socialità e condivisione hanno ridisegnato gli ambienti del Web.

La maggior parte degli spazi banner sono legati a un modo obsoleto di concepire la pubblicità sul Web. Rispondono a una logica “one to many” proponendo, ancora oggi, una comunicazione monodirezionale e “calata dall’alto”. Gianluca Diegoli propone invece di ripensare il banner come “banner sociale”, ovvero uno spazio dove le persone possono interagire, partecipare, commentare e leggere al momento opportuno. (continua…)