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culturCoin sceglie Foursquare, Telecom preferisce Twitter. Sempre più aziende italiane utilizzano il Web 2.0 per promuovere il proprio brand e creare operazioni di marketing. Il famoso department store dell’abbigliamento si affida al social network che sfrutta il fenomeno del geo-tagging, incoraggiato dal fatto che in soli 4 mesi, da marzo a luglio, Foursquare è passato da 500 a più di due milioni di utenti attivi nel mondo. Creato da due ragazzi americani, Dennis Crowley e Naveen Selvadurai, questa nuova realtà 2.0 è molto semplice da utilizzare e rispecchia le nuove esigenze di business e di socializzazione. Basta installare il software sul cellulare, recarsi in un negozio, un bar o un ristorante e commentare il locale su Foursquare. In questo modo l’utente può creare una mappa personale dei luoghi preferiti e condividerne le informazioni con gli amici o altri utenti del network. È possibile scrivere recensioni, consigliare di fare acquisti in un negozio o al contrario di tenersene alla larga.
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blogI social media svolgono sempre più spesso un ruolo importante nel modo in cui le organizzazioni benefiche affrontano i grandi problemi locali e globali. Dalla American Red Cross, che per aiutare Haiti nel post-terremoto ha utilizzato gli strumenti del Web e della telefonia per raccogliere 5 milioni di dollari, al microcredito di Kiva, che non esisterebbe senza il concetto del social networking, tutti cercano nuovi modi di ‘sposare’ le Reti sociali. Ecco di seguito alcune tendenze – individuate dagli esperti del noto blog Mashable – su come gli strumenti 2.0 vengono utilizzati per promuovere i cambi positivi nel mondo.

Crowdsourcing

È uno dei termini più di moda al momento, e si riferisce allo sviluppo di un progetto da parte di un insieme distribuito di persone non organizzate in un team. Un esempio è l’iniziativa dell’organizzazione 350.org, che qualche tempo fa ha deciso di organizzare una manifestazione per ricordare al mondo la necessità di limitare le emissioni di CO2. Ma invece di stampare cartelloni e volantini da attaccare sulle pareti o da distribuire, gli organizzatori hanno pubblicato una semplice ‘call to action’ sul loro sito, condividendola e creando il passaparola tramite i social media.
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blog2L’avvento dei social media è stato ricevuto con elogi e calore dalle aziende che cercano di promuovere il loro marchio. Su Twitter, Facebook, Foursquare  e altre piattaforme, è possibile fare marketing e pubblicità in modo gratuito, oltre che costruire un’identità riconoscibile e una relazione interattiva con i clienti. Ma la Rete 2.0 può anche essere un’arma a doppio taglio, che permette agli utenti di voltare le spalle a un brand in modo veloce e massiccio.

I “disastri” del social media marketing possono accadere per una serie di ragioni, ad esempio un errore non intenzionale da parte di un’azienda o un qualcosa che per qualche ragione non è piaciuta al popolo del Web. Dato che non possiamo aspettarci di accontentare sempre tutti, la miglior strategia è essere sempre pronti ad affrontare un attacco negativo.

Ecco due esempi, tratti da un articolo di Mashable, dai quali possiamo imparare molto su come comportarci in questi casi.

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