
Il Brasile è uno dei paesi che investe maggiormente nella comunicazione on line e nei social media. Le web agency di São Paulo e Rio de Janeiro sono tra le più creative al mondo e la blogosfera brasiliana è sempre un’ottima fonte di articoli e riflessioni interessanti.
Su Midiaboom per esempio, c’è un interessante articolo scritto da Sabrina Almeida su come analizzare il buzz in Rete e monitorare una campagna di comunicazione nei social media. Di seguito le parti salienti, tradotte in italiano.
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Secondo l’ultima ricerca di Cohn & Wolfe, realizzata con il supporto tecnico di Lightspeed Research, gli utenti italiani vorrebbero una presenza di maggior qualità delle aziende nel luoghi del Web 2.0. Lo studio, condotto su oltre 200 consumatori online tra i 18 e i 54 anni, rivela come per l’83% degli internauti i marchi dovrebbero sviluppare nuove modalità di interazione con i propri clienti. Quasi l’80% degli intervistati ritiene opportuna una presenza attiva e coinvolgente nei social media, sottolineando come non basti essere presenti, aprire profili e occupare un territorio virtuale. Ciò che serve è interazione e coinvolgimento, in una parola, “prossimità”.
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Da molto tempo ormai si parla di come le aziende e in particolare i grandi brand si siano aperti al contatto trasparente con i consumatori. L’utilizzo dilagante delle piattaforme di collaborazione e degli strumenti di social networking ha spinto le aziende a ripensare in modo strategico la loro presenza on line.
La “conversazione” con il cliente avviene attraverso molteplici spazi di condivisione. I social media permettono di coniugare in modo innovativo tecnologia e business, connettono fra loro persone e informazioni, aprono nuove potenziali vie d’accesso al mercato, rendono più stretta la relazione con il cliente e migliorano la brand awareness.
Da qui la necessità di estendere la comunicazione corporate, verso una “corporate conversation”.
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