In tempi ormai lontani, quando il Web 2.0 non aveva ancora fatto la sua comparsa, la posizione ufficiale di un’azienda era l’unica posizione espressa pubblicamente. Una sola voce, unita e compatta, si levava verso i consumatori veicolando i valori del brand.
Oggi la storia è completamente diversa: grazie all’avvento dei social media, e al loro uso strategico da parte delle aziende, il marchio può essere comunicato da un coro di voci diverse, rappresentative delle differenti realtà che compongono l’azienda. Dai manager agli impiegati, dai fornitori ai clienti, tutti concorrono all’immagine e soprattutto alla reputazione del gruppo. Questa ricchezza di visioni, ruoli e interventi, diventa la carta vincente dell’azione comunicativa svolta sul Web, a patto però che la pluralità di voci, se pur nelle proprie specificità, sia in perfetta sintonia e veicoli un messaggio coerente.
(continua…)
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15/09/2009 di Barbara Lauro

Tag cloud del testo di questo post
Anche la Rete è suscettibile alle mode. Una delle più seguite negli ultimi tempi consiste nel disseminare blog, siti e portali di tag cloud, una forma di visualizzazione dei dati che mostra un gruppo di parole di grandezza differente.
I tag più usati hanno un font più grande, quelli meno usati un font più piccolo. Lo scopo è dunque quello di pesare la grandezza delle parole in base alla loro frequenza, in modo da visualizzare, colpo d’occhio, quali tag vadano per la maggiore . Oltre alla grandezza, le parole possono essere organizzate in ordine alfabetico, per similarità semantica, oppure casualmente. Le voci sono di solito link che portano ad un elenco di oggetti collegati a quella voce.
Non si sa di preciso chi abbia inventato questo sistema. Secondo la versione inglese di Wikipedia il primo ad utilizzare le tag cloud è stato lo scrittore canadese Douglas Coupland nei cosiddetti “subconscious files” del suo romanzo Microservi, ma la pagina in questione non è più raggiungibile. (continua…)
29/07/2009 di Barbara Lauro
Per promuovere in Rete qualsiasi tipo di evento è ormai inevitabile confrontarsi con le possibilità aperte dalle forme di produzione diretta di contenuti da parte del pubblico e dalla condivisione in tempo reale che l’adesione ai social network rende possibile. [su questo tema leggi anche il post L'energia creativa degli utenti]
Se però non si può prescindere dall’utilizzare quella che Tiziana Lombardi definisce l’energia creativa degli utenti su piattaforme come YouTube, Flickr o Facebook, quando si vuole promuovere un evento a cui gli utenti partecipano in prima persona è importante “guidare” in qualche modo la produzione di questi contenuti in modo da rendere possibile la loro associazione all’evento stesso. (continua…)
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