I social network stanno diventando il nuovo campo di battaglia degli appassionati di videogiochi? Secondo uno studio promosso dal gruppo americano NPD sembrerebbe proprio di sì. I risultati di questa ricerca mostrano come il 20% degli utenti internet con età maggiore ai 6 anni abbia giocato con diversi titoli in almeno un social network negli ultimi 3 mesi. Si parla approssimativamente di 56 milioni di giocatori, un numero significativo per un mercato relativamente nuovo e che non lascia certo indifferenti i grandi nomi dell’industria dell’intrattenimento.
A luglio, infatti, Disney ha annunciato l’acquisizione di Playdom, una delle maggiori compagnie specializzate in social gaming, per oltre 500 milioni di dollari. Electronic Arts invece, colosso dell’industria videoludica si era mosso già l’anno scorso comprando Playfish (quelli di Word Challenge e Pet Society per intenderci) per circa 300 milioni di dollari. Il produttore leader di videogiochi per social network resta però sempre Zynga, proprietario del celebre Farmville, che conta 65 milioni di utenti attivi al giorno, più di 235 milioni di utenti attivi al mese. (continua…)
La Legal & General, una delle compagnie assicurative più importanti del Regno Unito, sta considerando la possibilità di aumentare i premi assicurativi per gli utenti dei social network. Motivo? La condivisione di certi dettagli personali online, come l’indirizzo di casa o l’annuncio di un viaggio che si sta per effettuare, è un invito a casa… per i ladri. Un tema già illustrato dal sito Please Rob Me che, mostrando i pericoli del ‘over-sharing’ di informazioni personali, promuove di fatto l’autotutela.
L’aggiornamento dello stato e la pubblicazione di foto sui social network può creare situazioni problematiche e imbarazzanti. Oltre alle storie di genitori angosciati nello scoprire la doppia vita dei loro figli, la voglia di condividere può colpire negativamente anche l’ambito lavorativo. Chi cerca lavoro deve stare attento a quello che pubblica su Facebook e Twitter. Infatti, cresce il numero di datori di lavoro che prima di fissare un colloquio danno un’occhiata al profilo del potenziale candidato. Lo stesso vale per chi il lavoro già ce l’ha.
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22/04/2010 di Luana Andreoni
Oggi che le informazioni su prodotti e servizi sono veicolate in buona parte attraverso l’uso del social networking, e in particolare su piattaforme quali Facebook e Twitter, le imprese creano nuove posizioni lavorative dedicate ai social media. Figure come il “Social Media Director” o il “Social Media Specialist” stanno emergendo con forza sul mercato del lavoro. E se una piccola impresa potrebbe non essere in grado di assorbire il costo di una risorsa dedicata a tale attività, le grandi realtà commerciali si mostrano invece disposte a investire parte del budget di comunicazione in questa nuova forma di marketing. Il monitoraggio della web reputation e l’implementazione di strategie correlate sono infatti considerate fondamentali, in quanto in grado di incidere direttamente sui profitti dell’azienda.
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