Una macchina lenta dai numerosi ingranaggi che con difficoltà si mette in moto e con facilità si inceppa, e la Pubblica Amministrazione non vuole più vestire questi panni. Le PPAA si rifanno il look a colpi di click: acquistano una dimensione più snella e fluida grazie agli strumenti dell’era digitale. La filosofia del Web 2.0 entra nei palazzi istituzionali con l’intento di favorire l’ascolto e il dialogo con il cittadino.
Una prova tangibile di questo nuovo approccio è data dalla recente creazione del manifesto della PA digitale: lo scorso 23 ottobre, all’interno del VeneziaCamp 2009, si è svolto un evento dedicato al Manifesto Amministrare 2.0, il documento in progress che FORUM PA sta promuovendo assieme a diversi attori e network del mondo dell’amministrazione pubblica. Obiettivo: proporre una visione condivisa per favorire la modernizzazione della PA digitale.
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Quanto valgono le informazioni che ogni giorno vengono pubblicate dagli utenti dei social network? E quanto possono incidere sulla vita reale, al di fuori di Internet? Tutto ciò che condividiamo in Rete ha un “peso” maggiore di quello che si crede. Consideriamo, per esempio, l’eco che ha avuto in Italia il caso del gruppo anti-Berlusconi su Facebook. Uno tra i tanti che ogni giorno vengono aperti sul noto social network, ma dal titolo inquietante: “Uccidiamo Berlusconi”.
In seguito il suo fondatore ammetterà che si trattava solo di una provocazione, sufficiente, tuttavia, ad alzare un vespaio sull’uso diffamatorio di Internet e addirittura per parlare di Facebook come mezzo di reclutamento per terroristi. Risultato: gruppo chiuso e probabili guai giudiziari per il fondatore. Ma questo non è che l’ultimo di una serie di casi che hanno sollevato la questione su come comportarsi su Internet e su cosa sia giusto rendere pubblico.
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Le evo-rivoluzioni della Rete non smettono di riscrivere il tessuto società e di cambiare il nostro modo di relazionarci. L’utilizzo intensivo dei Social Network può ampliare la rete di contatti, ma gli esperti si dividono sugli effetti devianti o virtuosi in merito.
I digital native seguono una navigazione “cross-network”: hanno più account in diversi social media, condividono contenuti video, foto, messaggi di testo, giochi. La loro attività di ricerca è finalizzata alla condivisione e molte delle informazioni che ricevono vengono pre-selezionate dalla Rete di “amici”. (continua…)