27/10/2009 di Barbara Lauro
Alla voce “Facebook” l’Enciclopedia Treccani online riporta: “Sito web fondato nel febbraio 2004 da Mark Zuckerberg e Dustin Moskowitz. Nato come rete di interrelazione fra studenti universitari statunitensi, F. ha gradualmente esteso la sua utenza all’intera rete telematica ed è divenuto il principale social network presente in Internet. …”
Secondo i dati dell’osservatorio indipendente Inside Facebook gli utenti italiani nel mese di settembre 2009 erano circa 18 milioni.
Sono tante le interpretazioni che possono spiegare le ragioni di un successo così vasto ed esponenziale; c’è chi parla di emotività come carburante del social network, ovvero del fatto che alla base di questo spontaneo successo ci sia la spinta emozionale alla scoperta (o ri-scoperta) di legami relazionali, c’è chi avanza preoccupanti ipotesi sugli eventuali intenti occulti degli amministratori di questo network. (continua…)
In tempi ormai lontani, quando il Web 2.0 non aveva ancora fatto la sua comparsa, la posizione ufficiale di un’azienda era l’unica posizione espressa pubblicamente. Una sola voce, unita e compatta, si levava verso i consumatori veicolando i valori del brand.
Oggi la storia è completamente diversa: grazie all’avvento dei social media, e al loro uso strategico da parte delle aziende, il marchio può essere comunicato da un coro di voci diverse, rappresentative delle differenti realtà che compongono l’azienda. Dai manager agli impiegati, dai fornitori ai clienti, tutti concorrono all’immagine e soprattutto alla reputazione del gruppo. Questa ricchezza di visioni, ruoli e interventi, diventa la carta vincente dell’azione comunicativa svolta sul Web, a patto però che la pluralità di voci, se pur nelle proprie specificità, sia in perfetta sintonia e veicoli un messaggio coerente.
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Agosto è sinonimo di ferie. Un periodo per staccare la spina e recuperare le energie. In fondo, per godersi appieno le vacanze basta spegnere il cellulare, non passare ore davanti al computer e non controllare ogni cinque minuti tutti i social network a cui siamo iscritti …O forse no?
Chi (come il sottoscritto) è abituato a usare, a scoprire e a raccontare gli strumenti del web 2.0 ogni giorno, non è detto che debba (o possa) farne a meno durante la pausa estiva. Anzi, grazie a queste risorse a cui accedere via computer o smartphone possiamo proprio programmare e vivere al meglio i nostri giorni di ferie. Il decalogo del vacanziere web 2.0 non è altro che una lista, una serie di situazioni tipiche in cui potremmo trovarci prima, durante o dopo le vacanze e in cui l’uso di social media, applicazioni e siti internet potrebbe tornare utile.
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