Cos’è Twitter? Molti lo chiamano micro-blogging. Altri social network. Ma la realtà di Twitter è molto più complessa, si evolve giorno dopo giorno in numerosi mash-up, condiziona l’evoluzione della comunicazione in Rete, sfuggendo ad una semplice definizione. Andiamo per ordine.
Tutto comincia nel 2006, con una web application che chiede ai propri utenti “Cosa stai facendo in questo momento?“. Migliaia di persone cominciano a raccontare la propria vita e a seguire quella degli altri, tutto con brevi messaggi di 140 caratteri. Twitter raccoglie i lifestream personali degli utenti, crea l’interconnessione tra followers, diventando un grande social network. Ed è per questo motivo che spesso viene citato in contrapposizione a Facebook, che dei social network, al momento, è il numero uno.
 A guardar bene, le differenze tra i due giganti della comunicazione in Rete sono maggiori delle loro affinità : non avrebbe senso altrimenti il tentativo di Mark Zuckerberg e soci di acquisire Twitter (che a livello di utenti ha numeri nettamente inferiori) se il servizio offerto fosse lo stesso. Né si potrebbe parlare di Twitter come l’anti-Facebook se non avesse delle caratteristiche differenti che lo rendono più leggero, immediato e soprattutto capace di adattarsi a molteplici utilizzi. Facebook è social network allo stato puro, un luogo per parlare di se stessi in prima persona. Da Twitter ha ripreso il modo di visualizzare i lifestream degli utenti, specialmente nel suo ultimo restyling, ma si fonda su un modello ben definito, quasi ingessato. Difficile che evolva in qualcosa di fortemente differente.
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Una realtà satura, dove per emergere è necessario distinguersi: è quella dei social network che hanno invaso la quotidianità degli utenti, prima appagando e poi amplificando la necessità di comunicare, conoscere, incontrare e ritrovare volti e voci del passato. Ma se dal piano della relazione interpersonale si passa a quello dell’utilità professionale, si scopre che il social network tradizional-generalista non offre vantaggi pratici, anzi. Al contrario, non è conveniente rintracciato da chiunque in qualsiasi momento, né essere informato su quello che fanno tutti: da qui la necessità di creare e usare solo social network che sappiano offrire un vantaggio concreto nel proprio settore professionale.
Ne sono consapevoli i dirigenti, liberi professionisti e futuri manager che usano la piattaforma internazionale Xing Neurona, per ricercare partner professionali, instaurare contatti lavorativi e aprire nuovi mercati. In Italia si distinguono Linkedin e nel mondo della comunicazione Link2me, dove gli esperti del Web, marketing e grafica, possono pubblicare richieste e bandi di gara, candidarsi per le diverse opportunità lavorative, condividere competenze e inaugurare progetti collaborativi. (continua…)
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I dati parlano chiaro. Il Brasile è uno dei maggiori mercati emergenti degli ultimi anni. Il prodotto interno lordo del Paese è in continua crescita e il livello di disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza è in lenta ma costante riduzione. Di questo risveglio economico hanno beneficiato tutti i settori industriali del Paese verdeoro, tra cui quello della comunicazione e dei new media. Il Brasile è oggi all’avanguardia nel campo delle tecnologie informatiche e dello sviluppo di Internet, e il numero degli internauti residenziali attivi supera i 25 milioni.
Un dato, quest’ultimo, molto interessante se correlato al tipo di utilizzo che i brasiliani fanno dei servizi offerti in Rete. Secondo uno studio di comScore, l’85% degli utenti è iscritto e utilizza attivamente almeno un social network e il 34,5% accede in Rete quasi esclusivamente per gestire il proprio gruppo di contatti. Il tempo medio passato in Rete è di 24 ore mensili delle quali almeno 5 sono spese in un social network.
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