Otto protagonisti, otto puntate, otto missioni da compiere, due automobili, centinaia di provini, migliaia di utenti di una community, quattro importanti città italiane sullo sfondo e, collante di tutto, un sito web. Con una brillante operazione di marketing, la Fiat dribbla il rischio di fare di tutti questi ingredienti un disordinato minestrone e dà vita al primo esperimento di web seriale “on the road” dedicato alla neonata Grande Punto My 2008.
“8 in punto” è un concorso a premi partito il 15 ottobre scorso con la pubblicazione on line dei video-provini degli aspiranti concorrenti. La struttura del serial web si basa su un meccanismo di gioco non particolarmente originale: due squadre composte da 4 elementi ciascuna si sfidano, puntata dopo puntata, missione dopo missione, a bordo di due Fiat Grande Punto. Contemporaneamente, ogni membro della community web assegna punti al suo concorrente preferito. La squadra che vince la singola missione vedrà raddoppiare i voti di ogni componente. (continua…)
Kiki ha 26 anni, madrelingua italiana. Sta chattando con Ma Xiao Woi, di origine cinese. Kiki scrive in inglese, Ma Xiao Woi in un italiano incerto, ma comprensibile. Sotto la finestra della chat lampeggiano le icone degli altri amici. Sono 56 ed hanno tutti la stessa caratteristica: non sono italiani. Nel frattempo, arriva una mail: “Congratulations! You’re 25% of the way through Lesson 1” (“Complimenti! Hai completato il 25% della lezione n°1” ) e anche un avviso “20dipolente left a comment on your exercise submission” (”20dipolente ha commentato il tuo esercizio”).
Kiki è un utente di LiveMocha, il primo social network nato appositamente per imparare le lingue. Si tratta di un sistema molto articolato, ma piuttosto intuitivo, che integra un metodo di didattica tradizionale con tutti gli strumenti del Web 2.0. (continua…)
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Quando si vara un nuovo progetto (che sia un software, una piattaforma 2.0 o altro) è abitudine comune aggiungere al suo nome quattro letterine: b-e-t-a. Cosa significano è presto detto: equivalgono a dire “cari utenti, guardate che bella novità, vi spiace fare da cavie?”. Il tester non guadagna nulla tranne la soddisfazione di poter dire “io c’ero” in un’epoca in cui il digitale cambia le sorti del mondo.Una definizione più seria la fornisce Wikipedia: La versione beta è una versione di prova di un software non definitivo, già testato dagli esperti, che viene messo a disposizione anche dei meno esperti, confidando proprio nelle loro azioni imprevedibili che potrebbero portare alla luce nuovi bug o incompatibilità del software stesso. (continua…)