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newsMentre non accenna a placarsi la battaglia fra aggregatori di notizie (Google News in testa) e il magnate dell’editoria Rupert Murdoch, non sono pochi quelli che scommettono sul trionfo del Web a scapito delle testate editoriali, convinti che i mezzi di informazione di domani si presenteranno sempre meno come una redazione e sempre di più come una piattaforma che raccoglie e ridistribuisce l’informazione.

Difficile dargli torto, visto che il quadro generale è molto cambiato rispetto a qualche anno fa e la macchina dell’informazione vede dati di diversa natura (testo, immagine, suono, video ma anche link e metadati) provenienti da fonti multiple, entrare da un lato ed uscire dall’altro verso destinazioni diverse: siti, flussi RSS, widget, cellulari, stazioni dei trasporti pubblici, e anche radio, tv, carta….
Il centro nevralgico di questa architettura dei media basata su aggregatori di notizie e giornalismo partecipativo non è più la redazione, con la sua collezione di firme di giornalisti, ma piuttosto la “torre di controllo” che supervisiona la gestione complessiva di questi flussi.

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socialitalianiIl giornalismo partecipativo (o citizen journalism) è figlio del web 2.0: i lettori cercano notizie, le elaborano, le inviano, le giudicano. I Social News sono i luoghi della Rete dove è possibile tutto ciò. Queste piattaforme on line integrano le funzionalità di un blog collettivo ed elenchi di web link in un’unica soluzione.

Gli utenti registrati possono liberamente pubblicare contenuti, non solo testuali, inserendoli in determinate categorie tematiche. Ogni autore ha la possibilità di tracciare il proprio profilo, arricchendolo con una scheda biografica, tramite il quale potranno essere facilmente rintracciati tutti i contenuti pubblicati dal singolo account. Tutti gli iscritti possono inoltre votare e commentare le notizie, determinando il posizionamento delle news sul sito.

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Una certezza esiste: l’uso dei nuovi strumenti Web 2.0 non rivoluziona la comunicazione aziendale, ma ne può potenziare in modo significativo l’efficacia. Basta definire in modo chiaro e strategico le azioni da svolgere in termini di visibilità e promozione in Rete.
Per prima cosa è necessario distinguere con precisione le due grandi tipologie di spazi condivisi dagli utenti: Social Media e Social Network. Spesso, queste categorie non vengono distinte, ma anzi accomunate e identificate nelle discussioni on line.

La distinzione tra Social Media e Social Network

I Social Media (YouTube, Flickr, Twitter ecc.) sono luoghi della Rete dove ogni tipo di contenuto è pubblicato dagli utenti in modo spontaneo, autonomo e diretto.
Gli User Generated Content – UGC – si caratterizzano per: syndication, ovvero lo scambio e la facile redistribuzione delle informazioni in Rete; wiki, forme di collaborazione tra utenti nella creazione del contenuto stesso; folksonomy, le tassonomie collaborative che, attraverso il sistema di etichette e tag, permettono un’immediata condivisione dei contenuti.
Per quanto riguarda gli obiettivi, i Social Media vogliono produrre e diffondere informazioni (open society) e verificarne la veridicità con il contributo “prezioso” degli utenti. (continua…)