Uno dei concetti alla base della teoria delle comunicazioni è che ogni mezzo ha le proprie caratteristiche, che lo rendono più o meno adatto a veicolare determinati contenuti. Certamente i media interagiscono tra loro, pur parlando un linguaggio differente. È un rapporto di contaminazione, che a volte si manifesta come concorrenza per accaparrarsi l’attenzione del pubblico e in altre come cooperazione e supporto reciproco. Basti considerare le critiche che i media tradizionali rivolgono ai social network, ma allo stesso tempo lo spazio che questi ultimi conquistano sulle prime pagine di quotidiani.
È opinione diffusa nel mondo della comunicazione che un contenuto creato esplicitamente per un mezzo, ad esempio la tv, difficilmente possa funzionare in ambiti differenti, a meno di forti stravolgimenti. L’adattamento è la tecnica più usata ma – si sa – spesso il risultato è deludente: un esempio su tutti sono i videogiochi ispirati a film di successo e viceversa. La sfida della comunicazione oggi è invece la creazione di contenuti trasversali, pensati sin dal momento della loro ideazione per poter essere veicolati su più mezzi.
A tal proposito è stata interessante la lettura di un post pubblicato su midiassociais.net, un blog brasiliano che si occupa di nuovi mezzi di comunicazione e in particolar modo dei social network. Proponiamo di seguito la traduzione dei passaggi più interessanti.



