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cultur-e2Sul Web è argomento di discussione e interrogativi. Conosciuto da poco tempo dagli internauti italiani, Quora, il social network ancora in cerca di una vera definizione, fa parlare molto di sé. Nato da un’intuizione di Adam d’Angelo, (ex chief technology officer di Facebook), questa nuova “realtà 2.0” trova il suo punto di forza sulle domande formulate dagli utenti. Ciascun registrato può infatti scrivere un quesito su un argomento che vuole approfondire e chiunque può rispondere. Una via di mezzo tra un forum – in quanto le domande generano discussioni – e un aggregatore di interrogativi, questa nuova piattaforma, dopo pochi mesi, vanta gli interventi di alcuni volti noti come Bret Taylor, tra i fondatori di Friendfeed, chiamato in causa a spiegare perché in America, il social network da lui progettato sta “perdendo quota”.  Al contrario di Yahoo Answers o LinkedIn Anwers, Quora si definisce come «un insieme in continuo miglioramento di domande e risposte, creato, curato e organizzato dai suoi stessi utilizzatori». Una sorta di ecosistema che per sopravvivere non ha bisogno di altro al di fuori degli utenti/consumatori. Insomma, è la forza del crowdsourcing che permette di superare le tradizionali fonti della conoscenza, utilizzando i contenuti generati dalla community.
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Come utilizzare al meglio Facebook e Twitter? Cercando su Google si trovano molte guide, consigli e strategie definite “vincenti” per promuoversi attraverso i social media. Ci sono post sull’utilizzo del pulsante Like e del Condividi, oppure sull’importanza di creare una buona landing page per il brand aziendale. E leggerete che su Twitter è necessario conquistare i proprio follower, retwittando anche contenuti altrui e, guai a non farlo, partecipando al Follow Friday.

Tutte informazioni corrette, ci mancherebbe. Spesso però, al “cosa fare” difficilmente segue una spiegazione di “come fare” e soprattutto di “come non fare”. Dato che il trend del momento, lanciato dal programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, è quello degli elenchi, abbiamo pensato a un post in cui elencare le cose da non fare assolutamente su Facebook e Twitter. O meglio, da non fare in un certo modo. (continua…)

culturCoin sceglie Foursquare, Telecom preferisce Twitter. Sempre più aziende italiane utilizzano il Web 2.0 per promuovere il proprio brand e creare operazioni di marketing. Il famoso department store dell’abbigliamento si affida al social network che sfrutta il fenomeno del geo-tagging, incoraggiato dal fatto che in soli 4 mesi, da marzo a luglio, Foursquare è passato da 500 a più di due milioni di utenti attivi nel mondo. Creato da due ragazzi americani, Dennis Crowley e Naveen Selvadurai, questa nuova realtà 2.0 è molto semplice da utilizzare e rispecchia le nuove esigenze di business e di socializzazione. Basta installare il software sul cellulare, recarsi in un negozio, un bar o un ristorante e commentare il locale su Foursquare. In questo modo l’utente può creare una mappa personale dei luoghi preferiti e condividerne le informazioni con gli amici o altri utenti del network. È possibile scrivere recensioni, consigliare di fare acquisti in un negozio o al contrario di tenersene alla larga.
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