Quanto tempo è passato dalla nascita delle prime radio libere? Quelle raccontate, per esempio, da Ligabue in “Radiofreccia” oppure da Marco Tullio Giordana ne “I cento passi”. Erano i tempi dell’analogico, delle frequenze clandestine e delle radio locali, il cui segnale si poteva ascoltare solo a pochi chilometri di distanza.
Negli anni Novanta, all’apice del successo delle radio commerciali, quale giovane adolescente non sognava di diventare deejay? Decidere la playlist di canzoni da trasmettere, parlare al microfono e magari interagire con gli spettatori che chiamavano in trasmissione: oggi Il web e la tecnologia dello streaming hanno trasformato questo sogno in realtà e lo hanno reso alla portata di tutti.
In principio erano le web radio, nate verso il 1995 ma che, anche per le infinite questioni legate ai diritti d’autore, hanno iniziato a diffondersi solo dopo il 2000 (e in Italia con ancora più ritardo). Per creare una web radio non occorre molto: basta un buon PC, una normale scheda audio, un microfono e una cuffietta e un bel repertorio di musica in mp3. Il software necessario per iniziare a trasmettere, Shout Cast per esempio, si reperisce gratuitamente.
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30/03/2010 di Silvia Santoni
In questa intervista, Mehdi racconta come usano gli iraniani Internet: per comunicare e superare la censura alla parola libertà. Mehdi è in Italia da quasi dieci anni. Ne ha trenta e non appena può torna in Iran, il paese dove è nato e cresciuto. La sua famiglia vive lì, nella capitale. Nei giorni degli scontri di Teheran ha preso parte anche lui alla grande manifestazione contro la rielezione di Ahmadinejiad. È stato parte dell’onda verde, il movimento di protesta che prende il nome dal colore del fazzoletto che Mousavi indossa sempre, perché discendente di Maometto.
Anche lui camminava a metà giugno tra la folla, in mezzo a migliaia e migliaia di giovani, donne con i loro bambini e anziani: tutti insieme per dire basta alla dittatura, a un governo che si comporta quotidianamente come il più violento dei regimi. Il suo racconto inizia con la parola “sorpresa”. Quella che ha provato vedendo tanta folla in piazza Azadi (in persiano, Libertà). “Mi sono chiesto come fossero riusciti a organizzare una manifestazione così imponente. Non sono stati utilizzati i media ufficiali, tutto è avvenuto con il passaparola”. (continua…)
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La cultura, l’istruzione e la conoscenza sono sempre più fruibili, accessibili e immediati. Secondo un sondaggio, Internet è la terza fonte di informazione per gli americani, dopo le stazioni televisive locali e nazionali.
Sulla Rete cambia il modo di leggere le notizie e di approcciarsi alla lettura. Infatti anche i libri, simbolo per eccellenza di una saggezza che si tramanda, sono minacciati sia dallo sviluppo di alcuni social network (ad esempio Issuu che permette di leggere testi anche integrali) sia dai loro nemici diretti: gli e-book. Non a caso in America tre mesi fa, gli e-book hanno superato i libri nelle vendite: Amazon, il popolare on-line store, produttore dell’e-book reader Kindle, ha battuto per la prima volta le librerie tradizionali.
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