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snacksMicroblog, feed rss, recaps su Youtube: i vari campi dell’industria culturale registrano la tendenza a fruire libri, film, musica, video come “snack”. Il consumo di questi prodotti è veloce e immediato: un minuto, un tweet, un click bastano per soddisfare la “fame di contenuto” e il Web si trasforma in un perfetto “distributore automatico”.
La dieta mediale è caratterizzata da un’offerta culturale sempre più ricca con lo scopo di rispondere in modo differenziato ai bisogni di un pubblico eterogeneo. Questo tipo di approccio ai contenuti sembra essere dettato da un atteggiamento compulsivo, frammentario, ben lontano dall’idea di linearità e sembra essere una pura espressione della frenesia della vita quotidiana. Il poco tempo libero a disposizione ci costringe a ritagliare tanti piccoli spazi da impiegare con attività diverse: il risultato è un patchwork di contenuti di varia natura, testuale e multimediale.

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transmedia_storytelling1Uno dei concetti alla base della teoria delle comunicazioni è che ogni mezzo ha le proprie caratteristiche, che lo rendono più o meno adatto a veicolare determinati contenuti. Certamente i media interagiscono tra loro, pur parlando un linguaggio differente. È un rapporto di contaminazione, che a volte si manifesta come concorrenza per accaparrarsi l’attenzione del pubblico e in altre come cooperazione e supporto reciproco. Basti considerare le critiche che i media tradizionali rivolgono ai social network, ma allo stesso tempo lo spazio che questi ultimi conquistano sulle prime pagine di quotidiani.

È opinione diffusa nel mondo della comunicazione che un contenuto creato esplicitamente per un mezzo, ad esempio la tv, difficilmente possa funzionare in ambiti differenti, a meno di forti stravolgimenti. L’adattamento è la tecnica più usata ma – si sa – spesso il risultato è deludente: un esempio su tutti sono i videogiochi ispirati a film di successo e viceversa. La sfida della comunicazione oggi è invece la creazione di contenuti trasversali, pensati sin dal momento della loro ideazione per poter essere veicolati su più mezzi.

A tal proposito è stata interessante la lettura di un post pubblicato su midiassociais.net, un blog brasiliano che si occupa di nuovi mezzi di comunicazione e in particolar modo dei social network. Proponiamo di seguito la traduzione dei passaggi più interessanti.

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musica-2.0Fantasia e smisurato senso di condivisione. Sono queste le caratteristiche di molti giovani artisti, capaci di promuoversi su YouTube, grazie al successo delle piattaforme di video sharing,  alla rivoluzione digitale e quindi la diffusione delle tecnologie di ripresa audio\video.

Tanti cantautori e band emergenti aprono i loro account su Myspace, il social network per musici e musicofili. Artisti come Kina Grannis, Pomplamoose (Jack Conte e Natalie Dawn) e Juilia Nunes credono invece che il linguaggio audiovisivo e la più grande video community al mondo possano rendere la fruizione delle loro musica un’esperienza diretta e altamente coinvolgente.

I numeri parlano chiaro: le visualizzazioni totali dei loro video superano i 30 milioni. Julia Nunes dal 2006 ha ottenuto 31.106.519 di visualizzazioni video e 144.202 iscritti al canale. Kina Grannis iscritta dal 2007 conta 33.098.123 di visualizzazioni video e 127.781 iscritti. I Pomplamoose dal 2008 hanno raggiunto 11.694.587 di visualizzazioni video e 75.053 iscritti al canale.

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