Un uomo perde la memoria dopo essere stato scaraventato fuori da una macchina a Bangkok. In 9 episodi pieni di adrenalina e azione, il protagonista cerca di ricordare il suo passato attraverso flashback, incontri pericolosi e utilizzando il suo cellulare. L’ultima serie di Hollywood? No, un esempio di advertainment lanciato dalla Sony Ericsson per promuovere un modello di smartphone.
Che cos’è l’advertainment ? É un ibrido fra advertisement ed entertainment, ovvero fra pubblicità e intrattenimento. Il termine venne coniato qualche decennio fa, quando stazioni radiofoniche e televisive iniziarono a sperimentare nuovi modi per evitare che l’audience cambiasse canale durante gli spot commerciali.
Ma questo esperimento si è sviluppato e confermato come una nuova forma di comunicazione pubblicitaria con l’avvento di Internet e dei social media. A pensarla così è sicuramente Agustìn Medina, esperto di marketing ed ex direttore creativo della McCann-Erickson, sostenendo che ormai nessuna azienda può pensare a una strategia di comunicazione senza contemplare l’utilizzo delle reti sociali, della telefonia mobile e delle tecniche come l’advertainment. (continua…)

L’ultimo a far parlare di sé è stato il video di Charlie. Un bambino americano di pochi mesi diventato celebre grazie al breve filmato in cui, ripreso dal padre, morde il dito del suo fratellino sempre più intensamente fino a farlo piangere, per poi sciogliersi in una gran risata.
Niente funziona meglio del passaparola. Lo sa bene un consumatore quando prima di acquistare si fa consigliare dagli amici, e ne è ben consapevole chi progetta una campagna per lanciare un nuovo prodotto sul mercato. Oggi è indispensabile affiancare alle strategie di marketing tradizionale, un’azione che sfrutti la voce degli utenti per i quali il nuovo prodotto è pensato: il passaparola appunto. E naturalmente in Rete, o meglio ancora nei social media. 

