Una realtà satura, dove per emergere è necessario distinguersi: è quella dei social network che hanno invaso la quotidianità degli utenti, prima appagando e poi amplificando la necessità di comunicare, conoscere, incontrare e ritrovare volti e voci del passato. Ma se dal piano della relazione interpersonale si passa a quello dell’utilità professionale, si scopre che il social network tradizional-generalista non offre vantaggi pratici, anzi. Al contrario, non è conveniente rintracciato da chiunque in qualsiasi momento, né essere informato su quello che fanno tutti: da qui la necessità di creare e usare solo social network che sappiano offrire un vantaggio concreto nel proprio settore professionale.
Ne sono consapevoli i dirigenti, liberi professionisti e futuri manager che usano la piattaforma internazionale Xing Neurona, per ricercare partner professionali, instaurare contatti lavorativi e aprire nuovi mercati. In Italia si distinguono Linkedin e nel mondo della comunicazione Link2me, dove gli esperti del Web, marketing e grafica, possono pubblicare richieste e bandi di gara, candidarsi per le diverse opportunità lavorative, condividere competenze e inaugurare progetti collaborativi. (continua…)
Era il 1995. in Italia di certo non si parlava ancora di social network e il Web era ancora quello 1.0, quando il gesuita Padre Nazareno Taddei, pioniere della comunicazione sociale in ambito cattolico, progettò Diodopointernet.it: ovvero il primo sito di prediche online.
Un novità assoluta per quegli anni, che dimostrò come fosse possibile usare il web per evangelizzare, partendo dal presupposto che la predicazione è comunicazione. Quindi, perché non sfruttare tutti i mezzi di diffusione che l’evoluzione tecnologica mette a disposizione?. Tutt’oggi, anche dopo la scomparsa di Padre Taddei, il sito continua a raccogliere molti consensi con articoli e approfondimenti sempre aggiornati. (continua…)
“To share”, condividere e partecipare. Questo è l’imperativo del Web 2.0. Ma con chi siamo realmente disposti a confrontarci e a fare “Rete”? Il dibattito è acceso e sembra basarsi sulla convinzione che gli utenti on line abbiano la tendenza a scegliere persone con gli stessi interessi, inclinazioni e opinioni proprio come accade nella vita reale. Omofilia, è questo il nome mutuato dalla sociologia classica che identifica tale atteggiamento. Per l’esatta spiegazione del termine bisogna risalire agli studi sulle relazioni sociali di Lazarsfeld e Merton, ormai più di 50 anni fa. (continua…)