Tag ‘Web 2.0’

“In futuro ognuno avrà i suoi cinque minuti di celebrità”, affermava Andy Warhol decenni prima della rivoluzione mass-mediatica, e l’incredibile successo di YouTube sembra aver confermato questa profezia nel più esemplare dei modi.

Non a caso lo slogan della nota piattaforma di video-sharing è “Broadcast Yourself”, chiaro invito agli utenti a dar sfogo al narcisismo, alla voglia di esserci e soprattutto di apparire, espandendo la propria persona ben oltre i naturali limiti fisici. Invadere il Web col proprio volto, mostrarsi al meglio e al peggio delle proprie possibilità è stato, e continua ad essere per milioni di ragazzini, un vero modus vivendi, al punto che buona parte dell’esistenza reale viene esperita in funzione di una successiva riproposizione sul Web. Per condividere spezzoni di vita, volti, personalità, fatti e sentimenti. Il minimo comun denominatore di questa impressionante mole di video è il desiderio dei protagonisti di affermare la propria presenza e segnalarsi alla comunità. (continua…)

Quando si vara un nuovo progetto (che sia un software, una piattaforma 2.0 o altro) è abitudine comune aggiungere al suo nome quattro letterine: b-e-t-a. Cosa significano è presto detto: equivalgono a dire “cari utenti, guardate che bella novità, vi spiace fare da cavie?”. Il tester non guadagna nulla tranne la soddisfazione di poter dire “io c’ero” in un’epoca in cui il digitale cambia le sorti del mondo.Una definizione più seria la fornisce Wikipedia: La versione beta è una versione di prova di un software non definitivo, già testato dagli esperti, che viene messo a disposizione anche dei meno esperti, confidando proprio nelle loro azioni imprevedibili che potrebbero portare alla luce nuovi bug o incompatibilità del software stesso. (continua…)

In quali contesti e a quali condizioni gli strumenti del web 2.0 possano potenziare le leve individuate nell’ambito di una strategia di comunicazione aziendale? La risposta viene dalla conoscenza della specificità di ogni singolo strumento e dalla valutazione dei vantaggi e dei rischi connessi al suo utilizzo in funzione di una ben definita strategia.

Il corporate blog (Desmoblog di Ducati, Open for discussion di McDonald’s, McLips di Microsoft, ecc.), offre alle aziende l’occasione di diffondere con immediatezza messaggi positivi, entrare in contatto diretto con l’ampia comunità dei blogger e portare la loro attenzione sui campi di interesse aziendale. Per contro, con l’utilizzo di questo tipo di strumenti si rischia di dare visibilità a una potenziale contestazione dell’iniziativa da parte dei blogger o a eventuali accuse al management di ignorare o non essere in grado di affrontare e risolvere i reali problemi dell’azienda. Queste opinioni negative potrebbero così ottenere una certa risonanza nella blogosfera. (continua…)