Kiki ha 26 anni, madrelingua italiana. Sta chattando con Ma Xiao Woi, di origine cinese. Kiki scrive in inglese, Ma Xiao Woi in un italiano incerto, ma comprensibile. Sotto la finestra della chat lampeggiano le icone degli altri amici. Sono 56 ed hanno tutti la stessa caratteristica: non sono italiani. Nel frattempo, arriva una mail: “Congratulations! You’re 25% of the way through Lesson 1” (“Complimenti! Hai completato il 25% della lezione n°1” ) e anche un avviso “20dipolente left a comment on your exercise submission” (”20dipolente ha commentato il tuo esercizio”).
Kiki è un utente di LiveMocha, il primo social network nato appositamente per imparare le lingue. Si tratta di un sistema molto articolato, ma piuttosto intuitivo, che integra un metodo di didattica tradizionale con tutti gli strumenti del Web 2.0. (continua…)
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4/11/2008 di Saro Vizzini
La discussione è ancora alle prime battute, ma se le idee iniziano a coagulare potrebbero portare i risultati dell’interattività tra utenti e aziende direttamente nella progettazione e nella produzione dei nuovi personal computer. Parliamo di WePC.com, il sito aperto grazie a un accordo tra Asus e Intel, dove gli user possono dire qual è la loro macchina ideale, per contribuire alla costruzione del primo community-designed PC.
“I produttori di tecnologia hanno sempre chiesto un riscontro ai loro clienti – ha detto alla BBC il direttore marketing di Asus. Questo però è un livello del tutto nuovo di progettazione e di coinvolgimento dei clienti”. Tre i gruppi di discussione indicati da Intel: “netbook”, “notebook” e “gaming notebook”. Ed è proprio dal settore dei giochi che arrivano le prime idee, con alcuni utenti che propongono di realizzare un portatile interamente dedicato allo svago. (continua…)
Tema:
Progettazione |
Rubrica:
Notizie |
Tags:
PC,
Web 2.0
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14/10/2008 di Luana Andreoni
“In futuro ognuno avrà i suoi cinque minuti di celebrità”, affermava Andy Warhol decenni prima della rivoluzione mass-mediatica, e l’incredibile successo di YouTube sembra aver confermato questa profezia nel più esemplare dei modi.
Non a caso lo slogan della nota piattaforma di video-sharing è “Broadcast Yourself”, chiaro invito agli utenti a dar sfogo al narcisismo, alla voglia di esserci e soprattutto di apparire, espandendo la propria persona ben oltre i naturali limiti fisici. Invadere il Web col proprio volto, mostrarsi al meglio e al peggio delle proprie possibilità è stato, e continua ad essere per milioni di ragazzini, un vero modus vivendi, al punto che buona parte dell’esistenza reale viene esperita in funzione di una successiva riproposizione sul Web. Per condividere spezzoni di vita, volti, personalità, fatti e sentimenti. Il minimo comun denominatore di questa impressionante mole di video è il desiderio dei protagonisti di affermare la propria presenza e segnalarsi alla comunità. (continua…)
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