22/04/2010 di Luana Andreoni
Oggi che le informazioni su prodotti e servizi sono veicolate in buona parte attraverso l’uso del social networking, e in particolare su piattaforme quali Facebook e Twitter, le imprese creano nuove posizioni lavorative dedicate ai social media. Figure come il “Social Media Director” o il “Social Media Specialist” stanno emergendo con forza sul mercato del lavoro. E se una piccola impresa potrebbe non essere in grado di assorbire il costo di una risorsa dedicata a tale attività, le grandi realtà commerciali si mostrano invece disposte a investire parte del budget di comunicazione in questa nuova forma di marketing. Il monitoraggio della web reputation e l’implementazione di strategie correlate sono infatti considerate fondamentali, in quanto in grado di incidere direttamente sui profitti dell’azienda.
(continua…)
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30/03/2010 di Silvia Santoni
In questa intervista, Mehdi racconta come usano gli iraniani Internet: per comunicare e superare la censura alla parola libertà. Mehdi è in Italia da quasi dieci anni. Ne ha trenta e non appena può torna in Iran, il paese dove è nato e cresciuto. La sua famiglia vive lì, nella capitale. Nei giorni degli scontri di Teheran ha preso parte anche lui alla grande manifestazione contro la rielezione di Ahmadinejiad. È stato parte dell’onda verde, il movimento di protesta che prende il nome dal colore del fazzoletto che Mousavi indossa sempre, perché discendente di Maometto.
Anche lui camminava a metà giugno tra la folla, in mezzo a migliaia e migliaia di giovani, donne con i loro bambini e anziani: tutti insieme per dire basta alla dittatura, a un governo che si comporta quotidianamente come il più violento dei regimi. Il suo racconto inizia con la parola “sorpresa”. Quella che ha provato vedendo tanta folla in piazza Azadi (in persiano, Libertà). “Mi sono chiesto come fossero riusciti a organizzare una manifestazione così imponente. Non sono stati utilizzati i media ufficiali, tutto è avvenuto con il passaparola”. (continua…)
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19/03/2010 di Saro Vizzini
Grazie a Internet un altro modo di fare Calcio è possibile. A tal punto che, se commentata con lo stile che va per la maggiore (urlato e sensazionalista), la notizia potrebbe significare la prossima scomparsa di presidenti supermiliardari e spreconi, calciatori-divi, tifosi violenti e… tutto quello che spera di non vedere più ogni vero appassionato dello sport più bello del mondo. Sembra utopia, quindi restiamo ai fatti.
Tutto inizia in Inghilterra a fine 2007, quando un sito internet, sovvenzionato dai tifosi con quote da 35 sterline a testa, dà la scalata al capitale dell’EBBSFleet United, squadra che milita nel principale campionato dilettantistico inglese. A febbraio 2008 l’operazione va in porto e la community on line prende in carico l’amministrazione finanziaria e sportiva del team e lo porta, a maggio, a vincere la coppa d’Inghilterra di categoria. (continua…)
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