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transmedia_storytelling1Uno dei concetti alla base della teoria delle comunicazioni è che ogni mezzo ha le proprie caratteristiche, che lo rendono più o meno adatto a veicolare determinati contenuti. Certamente i media interagiscono tra loro, pur parlando un linguaggio differente. È un rapporto di contaminazione, che a volte si manifesta come concorrenza per accaparrarsi l’attenzione del pubblico e in altre come cooperazione e supporto reciproco. Basti considerare le critiche che i media tradizionali rivolgono ai social network, ma allo stesso tempo lo spazio che questi ultimi conquistano sulle prime pagine di quotidiani.

È opinione diffusa nel mondo della comunicazione che un contenuto creato esplicitamente per un mezzo, ad esempio la tv, difficilmente possa funzionare in ambiti differenti, a meno di forti stravolgimenti. L’adattamento è la tecnica più usata ma – si sa – spesso il risultato è deludente: un esempio su tutti sono i videogiochi ispirati a film di successo e viceversa. La sfida della comunicazione oggi è invece la creazione di contenuti trasversali, pensati sin dal momento della loro ideazione per poter essere veicolati su più mezzi.

A tal proposito è stata interessante la lettura di un post pubblicato su midiassociais.net, un blog brasiliano che si occupa di nuovi mezzi di comunicazione e in particolar modo dei social network. Proponiamo di seguito la traduzione dei passaggi più interessanti.

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L’innovazione tecnologica determinata dall’affermarsi del digitale ha investito l’industria dei media, trasformandone i connotati tradizionali o quanto meno dando vita a una nuova e parallela realtà ancora in gestazione che oggi viene comunemente definita come “creative industry”. Lo sviluppo del protocollo internet (TCP/IP), delle reti a larga banda, fisse e mobili, e dei servizi video ad essa collegati, hanno dato vita al fenomeno della convergenza multimediale, e con esso investito la catena di produzione, distribuzione, promozione e fruizione dell’industria dell’audiovisivo, modificandone attori e processi.
L’elemento più appariscente della trasformazione in atto potrebbe essere identificato nell’utente/consumatore, il quale emerge come il nuovo motore dell’industria dei contenuti digitali. Ma quello in corso è, in realtà, un più generale riassetto (da alcuni definito come una vera e propria disintegrazione) della catena del valore e delle relative funzioni dell’intero comparto dell’audiovisivo. (continua…)