I video non pagano, questa è la dura lezione della Rete. Dal 2005 ad oggi le produzioni di alto e basso profilo hanno inondato il Web, un’offerta scriteriata e senza ritorno economico.
I piccoli e grandi produttori americani ne stanno pagando le conseguenze: chiudono canali e vengono ridimensionati siti di produzioni. Monetizzare i propri contenuti video non è impossibile, ma è senz’altro difficile vista la crisi del settore. Necessaria una sensibilità nuova, vicina alle micro-tendenze che nel giro di poco tempo si affermano nella Rete.
Applicare modelli di business nati e sviluppati per altri media è il primo passo verso il fallimento. La DotComedy di NBC, La Stage9 di Disney non appena terminati gli investimenti iniziali non sono state in grado di generare un’audience valida per il loro prodotto. Parecchi di questi canali chiuderanno nei prossimi mesi dando il via ad una profonda revisione dell’utilizzo del video nella Rete, da parte dei produttori e dell’utenza.


