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donne e social mediaI social network esercitano un’attrazione particolare sulle donne, almeno secondo quanto afferma una recente ricerca del Pew Internet and American Life Project, progetto del Pew Research Center, centro di ricerca americano su tematiche e tendenze sociali.

Secondo lo studio, riferito al 2010, il 69% delle donne intervistate naviga, infatti, quotidianamente su Facebook, Twitter e altri social network, rispetto al 60% degli uomini. La tendenza è ancora più evidente se si dà un’occhiata ai dati relativi a Facebook: il 18% delle componenti del gentil sesso aggiorna il proprio status sul social network diverse volte al giorno, contro l’11 degli uomini, il 25% di esse commenta quotidianamente post e stati altrui, contro il 17% della controparte maschile e, infine, il 13% fa commenti a foto giornalmente, in confronto al 4% degli utenti di sesso opposto. Inoltre, va detto che non ci sono significative differenze di razza, origine etnica, reddito familiare e livello di istruzione, così come non cambia molto la frequenza d’utilizzo dei social network a seconda se si vive in un ambiente urbano o rurale. (continua…)

Quella tra il Web e le nostre riviste è una relazione fragile, se non, in molti new mediacasi, addirittura inesistente.
A 20 anni dallo sviluppo della Rete, un periodico italiano su due non ha, infatti, una presenza su Internet. Il dato arriva da un approfondimento del rapporto sui media, realizzato dall’Osservatorio new media del Politecnico di Milano, riferito ai primi mesi del 2011. (continua…)

blog-cultureLa tecnologia e la Rete stanno aiutando i docenti a espandere gli orizzonti dell’istruzione. Da semplice corso di informatica, si sono trasformati in un vero e proprio strumento versatile per l’insegnamento di concetti, l’assegnazione di compiti e progetti, la valutazione dell’apprendimento.

In altre parole, i tradizionali metodi lineari e basati sui libri di testo potrebbero presto essere superati da quelli innovativi e multimediali. Ecco, di seguito, qualche esempio identificato dal noto blog Mashable su come Internet e tecnologia hanno dimostrato il loro potenziale nel miglioramento dell’istruzione.

Alcuni concetti sono abbastanza facili da dimostrare agli studenti. Per esempio, utilizzando un diapason si riesce quasi sempre a spiegare la produzione del suono tramite le vibrazioni. Ben altra sfida è spiegare l’evoluzione, il comportamento delle molecole in diverse situazioni, o perché è pericoloso miscelare certe sostanze chimiche.

Modelli e simulazioni digitali possono aiutare i docenti a spiegare concetti o troppo grandi o troppo piccoli, e processi talmente veloci o così lenti da non essere fisicamente dimostrabili in aula. Concord Constortium è un’organizzazione no profit leader nella creazione di software gratuiti e open source che aiutano i professori a modellare concetti. Un esempio è Molecular Workbench, che fornisce simulazioni relative alle leggi dei gas, alla meccanica dei fluidi, ai legami chimici. I docenti che imparano a utilizzare il programma possono creare esercizi di testo, modelli, controlli interattivi.

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