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1/12/2010 di Stefano Caschera
L’elenco delle cose da NON fare su Facebook e Twitter

social media error

Come utilizzare al meglio Facebook e Twitter? Cercando su Google si trovano molte guide, consigli e strategie definite “vincenti” per promuoversi attraverso i social media. Ci sono post sull’utilizzo del pulsante Like e del Condividi, oppure sull’importanza di creare una buona landing page per il brand aziendale. E leggerete che su Twitter è necessario conquistare i proprio follower, retwittando anche contenuti altrui e, guai a non farlo, partecipando al Follow Friday.

Tutte informazioni corrette, ci mancherebbe. Spesso però, al “cosa fare” difficilmente segue una spiegazione di “come fare” e soprattutto di “come non fare”. Dato che il trend del momento, lanciato dal programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, è quello degli elenchi, abbiamo pensato a un post in cui elencare le cose da non fare assolutamente su Facebook e Twitter. O meglio, da non fare in un certo modo.

Facebook, elenco delle cose da evitare

  • Usare il poke. Una funzione inutile e fastidiosa. Anche Facebook se n’è accorto e l’ha spostata in secondo piano.
  • Mandare continuamente inviti per applicazioni e giochi. Non a tutti piace raccogliere verdura e allevare animali in Farmville. Men che meno giocare a Guerra di Bande.
  • Invitare tutti i contatti, senza distinzioni, a partecipare a un evento. Senza filtrare i vostri fan o amici per luogo e per interesse vi sentirete spesso rispondere, nella migliore delle ipotesi: “Mi spiace, sono a Milano e l’evento è a Roma”. È consigliabile anche postare l’evento né con troppo anticipo sulla data né all’ultimo minuto.
  • Invitare tutti i contatti, senza distinzioni, a diventare fan del vostro gruppo e della vostra pagina aziendale. Il risultato più probabile è che molti ignoreranno l’invito, alcuni cliccheranno su Mi Piace solo per farvi piacere ma non torneranno a interagire perché non hanno alcun interesse vero e non porteranno alcun valore aggiunto alla pagina (e al brand). Meglio selezionare accuratamente i profili delle persone.
  • Usare finte pagine di applicazioni. Non dovrebbe esserci bisogno di dirlo, ma usare tecniche truffaldine per accumulare like o iscrizioni alla propria pagina, oltre a essere eticamente scorretto è anche controproducente.
  • Il Tag compulsivo. Alcuni pensano che postare una foto o un video, per esempio di un brand o di un prodotto, e taggare tutti gli amici e fan sia una buona strategia di marketing. Ma quegli amici si ritroveranno notifiche di tutti i commenti fatti su quella foto o video. L’effetto è veramente stressante.
  • Messaggi di spam su bacheche di pagine, gruppi e nei commenti delle foto. È un’attività che porta via tempo e dai risultati nulli. Oltre che rischiosa in quanto può anche portare alla chiusura dell’account per eccessivo spam.
  • Aprire una pagina Facebook priva di post interessanti e graficamente povera. Per catturare l’attenzione degli utenti Facebook c’è bisogno di contenuti di qualità e di una personalizzazione delle pagine inserite nei tab. Magari creando una landing page che punti direttamente sul prodotto\servizio da mettere in risalto o su un concorso\promozione in corso. Vedi come esempi positivi le pagine di Cure Naturali o Treccani

Altri aspetti irritanti di Facebook sono riassunti perfettamente in questo video geniale.

Twitter, elenco delle cose da evitare

  • Diventare followers di qualcuno sperando di essere ricambiato. Mi verrebbe da scrivere, “dimmi chi segui e ti dirò chi sei”. Il proprio profilo su Twitter è fatto dalle persone che decidiamo di seguire e va fatta quindi una scelta ponderata. Il following indiscriminato è solo controproducente.
  • Seguire migliaia di persone e avere pochissimi follower. E’ sinonimo di cattiva reputazione o persino di spammer. Significa che pochi trovano interessante ciò che comunichiamo.
  • Messaggi standard di benvenuto. E’ buona norma ringraziare chi ci ha appena aggiunto attraverso un messaggio privato. È un’opportunità per entrare in contatto con quella persona e fidelizzarla. Ma non se impostiamo l’invio di un messaggio standard, facilmente riconoscibile, per tutti.
  • Limitarsi al tweet automatico dei post dal blog o sito. Una comoda opzione che ci fa risparmiare tempo ma che non ci si può limitare a questo. Twitter è un sito di networking non un feed reader. C’è bisogno di personalizzazione e interazione.
  • Sfruttare gli hashtag più hot o i trending topics per spammare. Lo spam è sempre sgradito, ma agganciarsi a tag e trending topics che non c’entrano nulla con il contenuto del post, solo per ottenere visibilità, è una pratica molto odiata dalla comunità di utenti Twitter.
  • Non sapere cos’è l’hashtag #FF. Sta per Follow Friday, ovvero la consuetudine di suggerire, ogni venerdì una lista di utenti meritevoli di essere addizionati alla propria lista di amici.
  • Usare il #FF in maniera indiscriminata. Il Follow Friday è un’ottima opportunità di promuovere e farsi promuovere, ma perde completamente di significato se non motiviamo le scelte degli utenti suggeriti o ancora peggio se li suggeriamo tutti indiscriminatamente. Suggerire sempre gli stessi inoltre è sinonimo di networking ridotto, di poca crescita di contatti. Oppure potrebbe essere percepita, ancora una volta, come una pratica di spam.
Tema: Web 2.0 | Rubrica: Analisi | Tags: facebook, social media marketing, twitter

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