“To share”, condividere e partecipare. Questo è l’imperativo del Web 2.0. Ma con chi siamo realmente disposti a confrontarci e a fare “Rete”? Il dibattito è acceso e sembra basarsi sulla convinzione che gli utenti on line abbiano la tendenza a scegliere persone con gli stessi interessi, inclinazioni e opinioni proprio come accade nella vita reale. Omofilia, è questo il nome mutuato dalla sociologia classica che identifica tale atteggiamento. Per l’esatta spiegazione del termine bisogna risalire agli studi sulle relazioni sociali di Lazarsfeld e Merton, ormai più di 50 anni fa.
Il concetto, originariamente usato per spiegare alcune dinamiche dei processi amicali (la tendenza a diventare amici di persone che sono o la pensano come te), è stato esteso a tutti i possibili network sociali.
La navigazione assidua combinata a un’attenzione particolare verso i fenomeni sociali on line, per motivi professionali e di svago, non può che confermare questa tesi e avvalorarla con un’ulteriore riflessione su un trend decisamente in crescita.
Sul Web continuano a proliferare le piazze virtuali dove incontrarsi per scambiare conoscenze ed emozioni, ma se è vero che anche in Rete “chi si somiglia si piglia”, la tendenza è di entrare a far parte dei cosiddetti social network “esclusivi” o di “nicchia”. Su Asmallword, conosciuto anche come il social network dei vip, solo chi ha determinate caratteristiche può ottenere il “biglietto d’ingresso”. Qui la selezione è all’entrata, perché non basta condividere gli stessi interessi del resto del network: per accedere al piccolo mondo virtuale è necessario ricevere un invito da parte di chi già è iscritto. E ancora, si viaggia sull’onda dell’esclusività con Total Prestige, il regno del Luxury Lifestyle. Gli iscritti a questo “circolo del Web” sono coinvolti in una fitta rete relazionale per parlare di charity, glamour ed entertainment, e soprattutto per trovare nuove opportunità di business. Lo slogan di Beautifulpeople “la gente vuole stare con chi l’attrae”, rende inequivocabile l’intento che è alla base di questa community.
Ma non è solo voyeurismo. Gli esperti di marketing tribale assicurano che gli abitanti virtuali di questi piccoli mondi diventano dei dirottatori di gusti e fabbricatori di tendenze. Tesi avvalorata da uno studio effettuato dall’università Bocconi sulle nuove caratteristiche delle community on line: i social network a numero chiuso nascono con l’intento di creare microcosmi affidabili, in cui tutti si conoscono e dove è possibile verificare l’attendibilità delle fonti e dei contatti.


