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Sui rifiuti il dibattito è infuocato

L’Italia ama parlare di rifiuti? Non dovrebbe, eppure il tema è più che mai discusso.

Dalla Terra dei fuochi ai cassonetti straripanti di Napoli nel 2008 e di Roma nel 2017, dalle polemiche su impianti di trattamento, discariche autorizzate o abusive, nubi tossiche e roghi accidentali o voluti, il dibattito delinea uno stato di emergenza, di allerta o di disagio, prestando il fianco allo scontro politico.

In Rete, l’Italia dei rifiuti si alimenta di post e dichiarazioni dove politici locali e non, organizzazioni e cittadini, denunciano situazioni limite o propongono soluzioni. Specialmente su Facebook, espressione dei malumori nel nostro Paese e arena indiscussa sul tema, con più di tre contributi su quattro su un totale di 180mila post e 890mila interazioni di 435mila utenti, tra dicembre 2016 e maggio 2017. Solitamente è una notizia, lanciata da portali di news o da blogger, che scatena il passaparola e le discussioni su Facebook.

Tra i primi 100 influencer troviamo infatti le fonti della notizia e del dibattito: media e giornalisti, sindaci e rappresentanti politici che utilizzano i social media per diffondere aggiornamenti o denunce, o per promuovere programmi e difendere il proprio operato, nel caso di governatori regionali, sindaci o assessori locali. Meno presenti, invece, movimenti, testate e rappresentanti ambientalisti.

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