Quando i musei si aprono ai social: il caso #AskACurator

 

Ogni anno a settembre si svolge online la giornata #AskACurator. Gli utenti social hanno la possibilità di dialogare con i curatori di alcuni dei principali musei e istituti culturali al mondo per scoprire come si svolge la vita di un museo, la storia delle collezioni, o le curiosità sulle opere conservate. L’idea è nata da Jim Richardson nel 2010 ed ora è animata da Mar Dixon il cui sito e account ufficiale su Twitter servono da punti di raccordo e diffusione dell’iniziativa.  Abbiamo deciso di tracciare i contenuti online e le conversazioni social dell’edizione 2017 e 2018 identificati dall’hashtag ufficiale #AskACurator per misurare la diffusione dell’iniziativa, gli account più influenti e come si sono comportate le diverse community di utenti.

 

#AskACurator day: Twitter è il canale più utilizzato

 

Le conversazioni tra utenti e musei si sono svolte su Twitter, Instagram e Facebook: abbiamo analizzato i contenuti due giorni prima e due giorni dopo l’evento così da seguirne l’intero sviluppo. Come si vede dal grafico in fig.1, più della metà delle conversazioni (post e interazioni rilevate) sono avvenute su Twitter (58%), segue Instagram (32%), chiude la classifica Facebook con il 10%. Tra i contenuti più rilevanti su Instagram i post di TateBrooklyn Museum o del Detroit Institute of Art. Su Facebook spicca la diretta video del Museo Van Gogh di Amsterdam (114k visualizzazioni, 1.5k commenti, quasi 600 condivisioni).

 

Fig.1 distribuzione di post e interazioni tra i diversi social network rilevati

 

Diminuiscono i musei, ma la comunità di utenti è ancora più attiva

 

La prima misura per valutare la performance di un evento così complesso è la valutazione dei volumi delle conversazioni: abbiamo perciò deciso di confrontare i dati rilevati per l’edizione del 2017 con quelli del 2018 (fig.1).  L’analisi mostra in valore assoluto una migliore performance per la passata edizione: tra l’11 e il 15 settembre 2017 sono state rilevate su oltre 110k interazioni su Twitter, nel 2018, invece, tra il 10 e il 14 settembre poco più di 55k.

 

Fig.2: confronto tra i volumi rilevati per le edizioni 2017 e 2018 di #AskACurator day. Nei grafici sono rappresentati i post e le interazioni rilevate nel giorno della manifestazione, nei due giorni precedenti e due giorni successivi.

I volumi rilevati sono rappresentati nei grafici in fig.2, distribuiti tra le diverse giornate. Come si nota, la differenza più rilevante è il numero di interazioni ancora presenti il giorno successivo alla giornata ufficiale del 2017. Durante questa giornata, infatti, continuano le discussioni attorno ad uno dei tweet di maggiore successo dell’iniziativa: quello pubblicato dal Natural History Museum di Los Angeles (6.6k RT, 14.7k like, 199 commenti). A questo si aggiungono diversi messaggi di ringraziamento per la partecipazione all’iniziativa da parte di molti musei, ad es. quello del J. Paul Getty Museum di Los Angeles: “Thank you to our amazing curators and conservators & our digital team for making #AskACurator Day an incredibly fun and engaging event!”.

Bisogna mettere in prospettiva le due performance, considerando il numero di musei e istituzioni ufficialmente registrati all’iniziativa. Nel 2017 erano elencati più di 1500 musei di 58 diverse nazioni, per l’Italia erano pronti ad interagire con gli utenti quasi 60 musei. Per l’edizione del 2018, invece, solo 367 i musei ufficialmente iscritti, 1 solo dall’Italia: il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci.
In proporzione, nel 2018 un terzo dei musei ha prodotto la metà delle interazioni rilevate per il 2017: si è ridotta la base, ma è aumentata la partecipazione degli utenti.

 

I migliori curatori:

 

Analizzando i contenuti, alcuni tweet emergono per il numero di interazioni raccolte. Tra i migliori di quest’anno i tweet di: British Museum, Greg Bourke, curatore del Blue Mountains Botanic Garden Mount Tomah, Matt Smith writer, podcaster e freelance journalist.

Analizzando i migliori account del 2018, ordinati per numero di interazioni ottenute, troviamo al primo posto la British library, seguono: British Museum, National Gallery. Ask a Curator al 4° posto, Mar Dixon al 9°. Il primo museo italiano a comparire nella classifica è la Pinacoteca Agnelli (PinAgnelli) al 123°. In fig.3 il confronto dei migliori account tra 2017 e 2018.

Fig.3: confronto tra account attivi su Twitter. I dati riguardano il numero di interazioni complessivamente provocate.

Chi chiede ai curatori?

 

Fig.4 Social Network Analysis delle community impegnate nelle discussioni su Twitter relative a #AskACurator

Il grafico (fig.4) mostra la Social Network Analysis relativa alle conversazioni su Twitter per #AskACurator. I colori isolano le differenti community attive sulla base dell’affinità di comportamento online. Il gruppo maggiore è quello legato all’account ufficiale AskACurator e alla creatrice Mar Dixon (in verde, dettaglio in fig.5): i più efficaci nel coinvolgere utenti privati. Nel corso della giornata questi account hanno funzionato come veri e propri connettori tra il pubblico e gli account più influenti come: British Museum, National Gallery, Adrian Murphy (Acediscovery), Cincy Museum, Arte Kipling (historiadelarte). In questo cluster è presente anche l’account dell’unico museo italiano ufficialmente parte dell’iniziativa: Pinacoteca Agnelli (PinAgnelli)

Fig.5 Dettaglio della Social Network Analysis della community @AskACurator

Analizzando le differenti community impegnate nella giornata del 12 settembre emerge, come uno dei casi più interessanti, l’ecosistema creato dal Museo di Storia Naturale di Londra, in azzurro nel dettaglio della fig.6.

Fig.6 Dettaglio della Social Network Analysis della community @NHM_London

Nell’ingrandimento si notano diversi gruppi di utenti attivati da un numeroso ecosistema di account relativi al National History Museum di Londra. Accanto all’account ufficiale (NHM_London), infatti, hanno partecipato alla giornata molti account tematici direttamente connessi al Museo: flygirlNHM, NHM_Science, NHM_IAC, NHM_Data, NHM_Diptera, NHM_Digitise, NHM_Fleas, NHM_CitSci, NHM_Palaeobotany, NHM_FossilFish, NHM_Bees, NHM_Micropalaeo.

 

#AskACurator 2019!

 

I dati raccolti sull’edizione 2018 di #AskACurator e il confronto con l’anno precedente suggeriscono alcune considerazioni, in attesa della prossima edizione.

L’interesse e la partecipazione degli utenti non solo si è mantenuta viva, ma è cresciuta nel tempo: si tratta di una giornata accolta positivamente dalla maggioranza degli utenti coinvolti. Le migliori performance degli account social dei musei ci mostrano i comportamenti virtuosi: costruire una presenza digitale riconoscibile e complessa, favorire il rapporto diretto e aperto con i propri utenti, progettare una programmazione tematicamente variegata, sfruttare le diverse potenzialità dei diversi social network. Su quest’ultimo punto, in particolare, sono emerse alcune best practices: la costellazione di account del Natural History Museum di Londra su Twitter crea un ambiente di vivaci discussioni al cui interno gli utenti possono interagire con le differenti aree museali, con il vantaggio di accrescere riconoscibilità e forza del proprio “brand”. Il museo Van Gogh di Amsterdam ha sfruttato con successo le dirette video di Facebook per trasportare i propri fan all’interno del museo con una sessione di domande live che hanno coinvolto anche i visitatori presenti. Infine Instagram: per l’edizione 2018 ha registrato poco più del 30% delle interazioni rilevate. I migliori account sono stati quelli di Tate, Brookly Museum, El Museo Soumaya, con una differenza nell’impiego del social che ha premiato l’account Instagram dei musei inglesi Tate: i contenuti relativi all’#AskACurator day sono stati concentrati in un solo post e attraverso i commenti, gli utenti hanno potuto interagire direttamente con il curatore. Il museo Brooklyn ha invece rinviato ad una diretta Facebook sulla pagina ufficiale, El Museo Soumaya ha creato video e grafiche dedicate alla giornata (post 1, post 2, post 3).

Gli utenti e cittadini sono pronti alla prossima giornata, e i musei?

Filippo Tansini

Analista specializzato nei settori comunicazione politica, banche e assicurazioni, farmaceutico. Italianista laureato in filologia moderna, si è occupato di analisi e critica testuale. Ha lavorato come data analyst in progetti di social reputation, campagne di prodotto, landscape analysis per aziende multinazionali. Dal 2015 è web reputation manager e data analyst per Cultur-e. Cura i servizi di social media analysis, monitoraggio di brand e top manager, campagne di marketing e crisis management. Lingue: italiano e inglese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code