Scandalo Facebook, cosa ha detto Zuckerberg alla commissione del Senato USA

acebook CEO Mark Zuckerberg testifies before a joint hearing of the US Senate Commerce

Nella giornata di martedì Mark Zuckerberg ha dovuto rispondere alle domande di 44 Senatori statunitensi. Ecco come è andata

È durata più di cinque ore l’audizione di Mark Zuckerberg di fronte ai 44 Senatori USA che compongono le commissioni Giustizia e Commercio, Scienza e Trasporti (riunite, per l’occasione, in sessione congiunta). Un confronto reso necessario dallo scandalo Cambridge Analytica, società capace di “navigare” tra le pieghe delle condizioni di utilizzo del social network e ottenerne dati e preferenze di 87 milioni di utenti in tutto il mondo (di cui circa 300mila italiani; se volete scoprire se anche i vostri dati sono finiti nel calderone di Cambridge Analytica controllate qui).

Nonostante domande non sempre pertinenti (Zuckerberg ha dovuto a rispondere a quesiti come “Se non fate pagare nulla, come potete sostenere il vostro modello di business?”; “Facebook spia le email che invio con WhatsApp?”; “Facebook è un monopolio?”; “Perché se parlo di cioccolata, improvvisamente la mia bacheca si riempie di annunci pubblicitari riguardanti dolciumi?” e così via), il fondatore di Facebook ha provato a chiarire tutti i dubbi avanzati dai 44 Senatori (ognuno dei quali aveva a disposizione cinque minuti per porre la domanda), ripetendo più e più volte che la sua società sta facendo quanto possibile per garantire alti livelli di privacy e scusandosi più volte per “non aver fatto abbastanza” per arginare gli abusi.

Cosa ha detto Zuckerberg alla commissione del Senato USA

Il fondatore e ideatore di Facebook ha dovuto affrontare i temi più vari nel corso della lunghissima audizione senatoriale. Alcune domande, come visto, non erano esattamente pertinenti; altre, invece, hanno permesso di chiarire diversi punti rimasti, sinora, nell’ombra.

Mark Zuckerberg audizione al Senato

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Zuckerberg ha ammesso che sin dal 2015 Facebook era a conoscenza del database creato da Cambridge Analytica ma, a parte averne chiesto la rimozione, non si è attivata poi molto per mettere al sicuro i dati degli utenti coinvolti, né li ha avvisati di quanto stava accadendo. Inoltre, Zuckerberg ha evidenziato come lo stesso database in possesso della società britannica sia stato acquistato anche da altre aziende, senza specificare però quali siano.

Discorso simile sul fronte dei troll russi e dei tentativi di interferire nelle elezioni statunitensi del 2016: Facebook ha reagito in ritardo per contrastare l’azione di bot e account che, in una maniera o nell’altra, riuscivano a indirizzare l’opinione pubblica con notizie e post non sempre corrispondenti alla realtà. Per evitare che ciò possa ripetersi, ha affermato Zuckerberg nell’audizione presso il Senato USA, Facebook ha 20 mila dipendenti dedicati solo alla sicurezza e protezione dei dati. Per il futuro, invece, si fa affidamento su algoritmi di intelligenza artificiale che siano in grado di riconoscere questa tipologia di contenuti prima che diventino virali. Comunque, Facebook sta collaborando con il Procuratore Speciale Mueller, incaricato di indagare sul cosiddetto Russiagate.

La parte forse più interessante dell’intera audizione ha riguardato la responsabilità dei contenuti condivisi sulla piattaforma social. Spesso e volentieri, infatti, le aziende web preferiscono scaricare la responsabilità direttamente sugli utenti, elevandosi a ruolo di arbitro super partes e totalmente neutrale. Nel corso dell’audizione al Senato USA, Mark Zuckerberg si è invece assunto la responsabilità dei contenuti pubblicati su Facebook, ammettendo che il social ha l’obbligo morale e legale di intervenire con più celerità e tempestività.

Luigi Teodonio

Luigi Teodonio

Analista specializzato in energia, tecnologia e politica. Dopo una laurea in Filosofia del linguaggio, è stato redattore di politica, cultura, sport e nuove tecnologie per diversi portali di informazione, testate locali e webtv. Dal 2013 è content manager e data analyst per Cultur-e. Cura i servizi di social media analysis, monitoraggio di brand e top manager sui temi istituzionali ed energetici in Italia. Lingue: italiano, inglese e spagnolo.

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