Nel 2025, Cultur-e ha affiancato due affermate associazioni nel campo del teatro e delle performing art, Mitmacher e Zebra Cultural Zoo, nello sviluppo della comunicazione de Il Sesto Cerchio, il progetto culturale nato per accompagnare la città di Verona e la provincia di Sondrio verso i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Contesto

Il Sesto Cerchio è un progetto multidisciplinare che utilizza teatro, danza e sport come leve per attivare i territori, le comunità e i pubblici interessati dalle Olimpiadi. Il programma, che propone spettacoli, performance, incontri, azioni urbane e attività educational, ha trasformato le due location in veri e propri attrattori culturali, sfruttando il suo grande potenziale relazionale e l’elevata partecipazione pubblica.

La sfida è stata quella di promuovere la pluralità di eventi, evidenziando nello stesso tempo i temi e i valori alla base del festival: attraversano il progetto, infatti, abbiamo dato vita a una narrazione accessibile e inclusiva che parlasse anche di condivisione, parità di genere, rispetto reciproco e sostenibilità.

Attività

  • Visual Identity
  • Content Strategy
  • Social media & Engagement Strategy
  • ADV Strategy
  • UX & UI Design
  • Web development
  • Editorial design
  • Creative Campaign
  • Content Production

Promuovere i valori olimpici attraverso una strategia di comunicazione integrata

In fase strategica, Cultur-e ha definito le linee guida della comunicazione del progetto attraverso un approccio integrato e multicanale. Obiettivi, sistema valoriale, pubblici di riferimento, tone of voice e messaggi chiave sono stati messi a sistema per raccontare l’identità de Il Sesto Cerchio e il valore culturale del ricco palinsesto di eventi.

La Content & Social Media Strategy ha articolato il racconto del progetto lungo l’arco temporale definendo format, contenuti e frequenze editoriali. Parallelamente, la Engagement Strategy ha strutturato il coinvolgimento di partner, artisti e stakeholder locali. A completare il quadro, una ADV Strategy dedicata ha sostenuto le attività di visibilità digitale, con l’obiettivo di amplificare la portata del progetto e delle sue iniziative.

Sito web e canali social come strumenti di racconto e relazione

L’ecosistema digitale de Il Sesto Cerchio è stato progettato come uno spazio dedicato al racconto e alla relazione. L’interfaccia grafica del sito, sviluppata per desktop, tablet e mobile, ha creato un ambiente digitale chiaro, in grado di accompagnare l’utente nella scoperta del progetto, dei valori e del palinsesto.

Parallelamente, la Social Media Identity ha guidato la creazione e il setup dei canali Facebook e Instagram, insieme a format editoriali pensati per una gestione continuativa, autonoma e coerente con la Brand Identity.

Campagna di lancio e produzione dei contenuti

In continuità con la Brand Identity, è stata sviluppata la campagna di lancio, attraverso concept creativi, key visual e materiali declinabili sui canali digitali e offline. Manifesti, locandine, dépliant, programmi di sala – accanto a social card e stories –, hanno dato vita a un racconto visivo potente e carismatico. A supporto della campagna, la Content Production ha curato la realizzazione di contenuti multiformato, pensati per sostenere nel tempo la visibilità e il valore delle iniziative.

La gentilezza può essere una leva organizzativa?
Sì, quando diventa pratica quotidiana.

Nasce così il Manifesto del Linguaggio Gentile di Cultur-e, un vademecum che ci ricorda che la qualità delle relazioni dipende, prima di tutto, dal modo in cui ci parliamo. Perché lavorare stanca. Ma farlo con gentilezza aiuta.

Non è un esercizio retorico né un semplice codice di buone maniere.
È una presa di posizione culturale: un documento che traduce i valori in comportamenti concreti, dall’ascolto attivo al feedback che costruisce, dall’ironia che unisce al rispetto che non è mai opzionale.

Dieci punti, applicabili subito. Dieci promemoria che trasformano piccoli gesti in qualità relazionale.

Perché la gentilezza non è debolezza.
È responsabilità. È qualità del lavoro. È ROI positivo sulle persone.

 

Manifesto del Linguaggio Gentile

 

È uscito il magazine ufficiale di Bridging Dialogues 2025, l’edizione che ha portato al centro della riflessione lo shifting in atto nelle culture organizzative, interrogando le abitudini che modellano il modo di stare insieme nelle organizzazioni.

Dedicato al tema “Beyond Organizational Habits”, il magazine raccoglie e approfondisce i contenuti della quinta edizione dell’evento, che si è svolto il 3 luglio scorso presso Talent Garden Calabiana a Milano. Un progetto editoriale che restituisce punti di vista, keynote, workshop e momenti di confronto, dando forma a un pensiero plurale sul cambiamento organizzativo come processo umano, relazionale e culturale.

Per l’edizione 2025 di Bridging Dialogues, Cultur-e ha curato la visual identity dell’evento e l’impaginazione della sua rivista ufficiale, traducendo la complessità dei contenuti in una veste grafica coerente, elegante e di forte impatto visivo.

 

Un lavoro di progettazione editoriale pensato per sostenere lo sforzo concettuale della rivista (i contenuti del magazine sono curati e scritti da Peoplerise, ndr), valorizzando la pluralità degli sguardi, la ricchezza degli approfondimenti e la dimensione esperienziale dell’evento, restituita anche attraverso un iconico apparato fotografico.
Il progetto grafico ha lavorato per rendere leggibile e attraversabile un pensiero denso, stratificato in cui forma e contenuto dialogano in modo continuo.

Il risultato è un oggetto editoriale che non si limita a documentare l’evento, ma ne prolunga il senso: uno spazio di riflessione che invita a interrogare le abitudini organizzative e a immaginare nuovi modi di lavorare e vivere insieme.Bridging Dialogues 2025 è un progetto di Arsenalia e Peoplerise, realizzato in collaborazione con Cultur-e, eFM e Talent Garden. Un ecosistema di realtà che condividono una visione comune: creare spazi di confronto in cui ricerca, organizzazioni e persone possano dialogare per immaginare nuovi futuri.

Leggi il magazine

Cultur-e e Loft Canova inaugurano Spazi Sensibili, il ciclo di incontri, in programma nel 2026, dedicato al rapporto tra space design e comunicazione

Un percorso di riflessione che attraversa tre ambiti chiave – ambienti di lavoro, luoghi della cultura e spazio pubblico – per indagare come i luoghi prendono forma non solo attraverso il progetto, ma attraverso i significati e le esperienze che sono in grado di attivare.

Ogni spazio è prima di tutto un linguaggio. Un sistema di segni, relazioni e pratiche che costruisce identità, orienta i comportamenti e genera appartenenza nelle persone. In questo quadro, la progettazione e la comunicazione non sono attività separate, ma parti di un processo integrato che dà senso all’esperienza dei luoghi.

Il ciclo si articola in tre appuntamenti tematici.

 

#1 appuntamento | giovedì 9 aprile 2026

ABITARE IL BRAND

#interiordesign #wellbeing #senseofbelonging #advocacy

Negli ambienti di lavoro, la progettazione dello spazio è la prima attività che richiede non solo alle aziende, ma anche agli enti e alle istituzioni, di raccontarsi. Oggi più che mai, questa attività consiste nel wellbeing design, un metodo che ambisce a concepire gli spazi di lavoro come luoghi capaci di bilanciare funzione e benessere, operatività ed equilibrio personale. Arredi, colori, ergonomia, comfort e organizzazione degli spazi concorrono a creare ambienti in cui la performance non è disgiunta dalla qualità dell’esperienza quotidiana. È il segno di una filosofia evoluta, che supera la sola logica funzionale e produttiva per mettere al centro le persone.

Accanto alla progettazione fisica, il racconto del brand dà voce a ciò che lo spazio già esprime: definisce il suo posizionamento, i valori, i messaggi chiave e le modalità con cui prendono forma, traducendo la cultura organizzativa in un’esperienza reale, tangibile. Insieme, space design e comunicazione agiscono sui processi di appartenenza: costruiscono un linguaggio condiviso che orienta i comportamenti, rafforza l’identità e genera riconoscimento. Nel tempo, questo linguaggio si trasforma in employee advocacy: le persone non solo si identificano nel brand, ma lo rappresentano, lo interpretano e lo diffondono.

Abitare il brand significa trasformare lo spazio di lavoro da semplice contenitore a organismo vivo, capace di accogliere, motivare, mettere in relazione persone e cultura aziendale.

 

#2 appuntamento | giovedì 11 giugno 2026

DISEGNARE L’ESPERIENZA 

#culturalexperience #audienceengagement #phygital

In ambito culturale, la comunicazione è parte integrante del progetto dello spazio. Musei, teatri, biblioteche e università nascono come ecosistemi narrativi: lo space design definisce fin dall’origine la vocazione del luogo, la sua funzione simbolica, il modo in cui le persone saranno invitate a viverlo. Le strategie di branding, invece, operano come dispositivi interpretativi: chiariscono la missione dell’istituzione, gli danno voce, rendono comprensibile il suo posizionamento. Ogni elemento – architettonico, visivo o testuale – partecipa alla costruzione di un racconto sul sapere, sull’esperienza e sulla memoria condivisa. La comunicazione diventa il ponte tra l’intenzionalità del luogo e la pluralità dei pubblici che lo attraversano, fisicamente e digitalmente. Nei contesti culturali contemporanei, infatti, l’esperienza non è più solo fisica e dipendente dalla qualità dell’allestimento: è phygital, estesa, continua, e richiede linguaggi capaci di tenere insieme la presenza e l’interazione digitale. In questo quadro, lo space design e la comunicazione non si limitano a trasmettere contenuti ma attivano relazioni, generando forme di audience engagement che trasformano il visitatore in parte attiva del racconto e del senso del luogo. 

Space design e comunicazione – sinergicamente – diventano l’architettura dell’esperienza dello spazio culturale: ciò che permette ai luoghi di essere vivi, leggibili e, soprattutto, condivisi.

 

#3 appuntamento | giovedì 8 ottobre 2026

TRASFORMARE LA PÒLIS

#urbandesign #servicedesign #placeactivation #digitaladoption

Space design e comunicazione procedono oggi come due dimensioni inseparabili di una nuova idea di progettazione contemporanea.
Nella città, e in particolare negli spazi pubblici, progettare significa tenere insieme le funzioni, il contesto e le persone: leggere il luogo, rispettarne l’identità, rispondere ai bisogni di chi lo vive ogni giorno. L’architettura organizza lo spazio, ma sono i comportamenti reali a determinarne il successo. Ogni servizio, tecnologia o politica pubblica funziona davvero solo quando viene adottata dalle persone. È qui che comunicazione e coinvolgimento diventano decisivi, traducono la complessità urbana in gesti quotidiani, rendono comprensibili e usabili i nuovi strumenti, accompagnano i cittadini nel cambiamento.
Nella costruzione dello spazio pubblico, adoption significa aiutare le persone a cambiare abitudini, interpretare nuove funzionalità, sperimentare nuovi modi di muoversi, informarsi, partecipare. Ma comunicare la città che si trasforma non vuol dire solo raccontarla agli utenti finali. Occorre coinvolgere i cittadini in una visione più ampia con chi oggi progetta e chi domani avrà il compito di farlo: architetti, tecnici, committenze, studenti, future generazioni di progettisti. È un processo culturale prima che operativo, e richiede linguaggi capaci di leggere le accelerazioni del contemporaneo, i nuovi bisogni, l’impatto della tecnologia e il mutare delle funzioni urbane.

Trasformare la pòlis significa facilitare la transizione costruendo contesti chiari, accessibili, riconoscibili, in cui ogni innovazione possa essere compresa, adottata e diventare parte della vita quotidiana.

 

 

INFO

Quando: 9 aprile / 11 giugno / 8 ottobre 2026 – ore 18

Dove:  Via delle Colonnette, 26/A – Roma

Con aperitivo di networking

Ingresso libero

Il 14 novembre Cultur-e sarà alla RO.ME Museum Exhibition per affrontare una delle questioni più urgenti per il futuro del patrimonio culturale: l’intelligenza artificiale proprietaria e la sovranità digitale.

L’accelerazione nello sviluppo dell’intelligenza artificiale sta imponendo alle organizzazioni che operano nel settore dei beni culturali un doppio cambio di paradigma: nel governo tecnologico del patrimonio e nella sua promozione nell’ecosistema digitale.

Non si tratta più solo di digitalizzare, ma di trasformare i contenuti proprietari in knowledge base strutturata, mantenendo il controllo su qualità e sicurezza del proprio patrimonio. Le organizzazioni culturali si trovano oggi a dover scegliere tra soluzioni di AI pubblica o AI privata, con implicazioni profonde: cosa si rischia nel condividere i propri contenuti sulle infrastrutture di terzi? Quanto costa implementare internamente un’infrastruttura AI proprietaria? Chi la gestisce?

I nodi da sciogliere riguardano organizzazione, manutenzione, condivisione e sicurezza del patrimonio di contenuti.

Il secondo cambio di paradigma riguarda la promozione del patrimonio culturale. Nel nuovo ecosistema digitale creato dai motori di risposta basati sull’IA, non è più sufficiente la promozione tradizionale.

Il patrimonio culturale va strutturato secondo una logica curatoriale semantica che risponde ai bisogni e agli intenti di ricerca degli utenti. La fruizione deve poter iniziare nell’ecosistema digitale ben prima della visita fisica, entrando nelle risposte che i motori generativi offrono, nelle sintesi AI e nei percorsi multimodali degli utenti.

Di questi temi discuteremo venerdì 14 novembre alla RO.ME Museum Exhibition, il principale evento italiano dedicato al settore museale e dei beni culturali.

Speaker:

Dove:  Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, Roma
Quando: 14 novembre 2025, ore 11.15-12.15

Ingresso gratuito con registrazione su romemuseumexhibition.com

Nel 2024, Cultur-e ha collaborato con Accredia per il restyling del sito dell’Ente Unico nazionale di accreditamento. Obiettivo primario del progetto è stato posizionare Accredia come punto di riferimento digitale per la qualità e la sicurezza, ottimizzando la comunicazione con gli organismi e i laboratori accreditati e gli operatori del settore. Grazie a un approccio integrato che ha combinato Digital Marketing Strategy, Copywriting e UX/UI Design, il nuovo portale offre un’esperienza utente intuitiva e contenuti ottimizzati per il pubblico di riferimento.

Contesto

Accredia ha scelto di rafforzare la propria identità digitale e semplificare l’accesso alle informazioni online. Il progetto ha coinvolto un intervento strategico per riorganizzare l’architettura informativa, ottimizzare label e contenuti attraverso il copywriting e integrare il design per migliorare l’esperienza utente. Il nuovo portale riflette una Digital Marketing Strategy mirata, progettata per valorizzare il vasto patrimonio di contenuti e aumentare la visibilità di Accredia sul web.

Attività

  • Digital Marketing Strategy
  • Copywriting
  • UX/UI Design

Un portale moderno e funzionale

Il nuovo sito di Accredia è stato progettato con un focus sull’utente, combinando Digital Marketing Strategy e soluzioni avanzate di UX/UI Design per offrire una navigazione semplice e immediata. Grazie a una Content Strategy efficace e all’uso di tecniche di Copywriting ottimizzato, il portale guida gli utenti verso le informazioni chiave, come procedure di accreditamento e normative. Test UX mirati hanno garantito un design orientato alle esigenze del pubblico, posizionando Accredia come leader nella qualità e sicurezza sul mercato digitale.

Un navigazione intuitiva e orientata agli utenti, con contenuti che informano

Il nuovo sito di Accredia è stato concepito non solo per migliorare la fruizione delle informazioni, ma per diventare uno strumento essenziale nella comunicazione istituzionale e tecnica dell’Ente. La combinazione di Copywriting e Digital Marketing Strategy ha permesso di creare contenuti che non solo informano, ma valorizzano l’autorevolezza di Accredia. La struttura ottimizzata garantisce che gli organismi e i laboratori accreditati e gli operatori possano accedere rapidamente alle risorse di cui hanno bisogno, mentre la nuova architettura informativa favorisce la navigazione intuitiva.

Grazie a una sinergia tra UX/UI Design e un approccio data-driven, il portale non è solo un punto di accesso, ma una piattaforma dinamica che evolve con le esigenze degli utenti e del settore. Testimonianza di un impegno costante verso innovazione e servizio, il nuovo sito posiziona Accredia come un punto di riferimento digitale per qualità, sicurezza e trasparenza.

Riconoscibilità e coinvolgimento. Questi gli aspetti distintivi che siglano la sinergia tra Cultur-e e i Musei Civici di Verona, mettendo a segno una nuova strategia di comunicazione integrata che valorizza il brand IMUV.

I Musei Civici di Verona, con i loro monumenti, siti archeologici, musei e collezioni d’arte, sono un centro di produzione culturale dinamico: la brand e content strategy sviluppata da Cultur-e ne racconta le diverse anime attraverso un ecosistema narrativo multiformato e multicanale. L’obiettivo è potenziare la riconoscibilità dei messaggi, creando un racconto significativo capace di unire passato e futuro. Con una narrazione integrata e declinata secondo i driver di interesse dei target, la presenza online e offline dei Musei Civici di Verona ne rispecchia la mission: promuovere il benessere della collettività e arricchire la conoscenza del panorama culturale della città.

Tra le prime iniziative di successo, spiccano l’amplificazione del Convegno Nazionale sulla gestione dei Musei di Enti Locali rivolto agli stakeholder della cultura e il lancio della card MY IMUV, dedicata ai residenti di Verona: progetti che rappresentano l’inizio di un percorso che vuole valorizzare il patrimonio culturale diventando l’esempio dell’identità plurale che nasce dall’incontro di saperi diversi.

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Creare un digital workplace al passo con i tempi e con le esigenze di Gianni & Origoni, per lavorare, comunicare e aggiornarsi: questa la mission con cui nel 2018 è iniziata la collaborazione tra lo studio legale e Cultur-e.

A partire dall’analisi dettagliata del contesto di partenza, abbiamo elaborato un progetto innovativo e coerente con gli obiettivi di comunicazione e servizio individuati: dare vita a una corporate culture condivisa, rafforzando la comunicazione interna grazie a uno strumento di lavoro utile ed efficace per tutti i gruppi di lavoro, ciascuno con competenze ed esigenze diverse.

La nuova intranet dello studio legale, una volta online, sarà il riferimento unico di professionisti e dipendenti in tutte le 11 sedi dello Studio nel mondo. Accessibile e responsive, con una UX intuitiva, permette di condividere informazioni e strumenti di lavoro attivando forme di comunicazione bidirezionale che valorizzano e accrescono competenze diffuse, expertise e know how del settore legale. Servizi e contenuti sono articolati in un sistema di navigazione facile e intuitivo, completo di riferimenti pratici immediatamente riconoscibili.

Il modello di governance del portale punta a facilitare le attività di gestione, avvalendosi di periodiche valutazioni di andamento della intranet e del monitoraggio di KPI strategici per ottimizzare servizi e prestazioni. Un progetto ambizioso, reso efficace dal supporto allo sviluppo che vede il team tecnologia di Cultur-e lavorare a stretto contatto con l’IT di Gianni & Origoni per l’implementazione della soluzione tecnologica.

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La Brand Analysis è un processo strategico che consente di valutare e ottimizzare la percezione del brand sul mercato. Attraverso analisi avanzate come lo Scenario Mapping e la Scenario Analysis, è possibile ottenere una comprensione approfondita del contesto aziendale e del mercato di riferimento. Queste analisi permettono di trasformare i dati in strategie di comunicazione e marketing personalizzate, fondamentali per garantire un posizionamento competitivo e un successo a lungo termine.

Un altro aspetto cruciale della Brand Analysis è la Web Reputation Analysis. Monitorare e analizzare le conversazioni online aiuta a costruire una reputazione positiva e influente, supportando la strategia di comunicazione del brand. Allo stesso modo, la Target Analysis consente di delineare profili chiari del target audience, ottimizzando gli investimenti e garantendo che le strategie siano perfettamente allineate alle esigenze del pubblico.

La Competitor Analysis e la SXO/SEO Analysis completano il quadro, permettendo di identificare opportunità e rischi, migliorando il posizionamento organico del sito e sviluppando offerte innovative. Infine, la Data Analysis e la Big Data Analytics forniscono insight azionabili per ottimizzare l’engagement e le performance digitali, guidando il brand verso il successo.

ENIT si mette in cammino per riorganizzare la propria comunicazione e quella delle sedi estere sui media digitali e tradizionali. Per farlo sceglie la partnership tra Cultur-e e Inarea, che vincono la gara lanciata dall’Ente per accompagnarlo nel percorso che porterà l’Agenzia nazionale del turismo italiano verso una maggior valorizzazione dell’offerta turistica all’estero.

L’obiettivo è quello di promuovere il brand Italia attraverso un piano di consulenza strategica di comunicazione e il coordinamento delle numerose attività organizzate dalle sedi ENIT oltreconfine.

Una sfida che punta a valorizzare la sinergia fra i diversi canali di comunicazione con la messa a sistema di un’azione coordinata di content branding capace di esaltare le meraviglie e l’incanto che l’Italia può offrire ai turisti di tutto il mondo.

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