La gentilezza può essere una leva organizzativa?
Sì, quando diventa pratica quotidiana.
Nasce così il Manifesto del Linguaggio Gentile di Cultur-e, un vademecum che ci ricorda che la qualità delle relazioni dipende, prima di tutto, dal modo in cui ci parliamo. Perché lavorare stanca. Ma farlo con gentilezza aiuta.
Non è un esercizio retorico né un semplice codice di buone maniere.
È una presa di posizione culturale: un documento che traduce i valori in comportamenti concreti, dall’ascolto attivo al feedback che costruisce, dall’ironia che unisce al rispetto che non è mai opzionale.
Dieci punti, applicabili subito. Dieci promemoria che trasformano piccoli gesti in qualità relazionale.
Perché la gentilezza non è debolezza.
È responsabilità. È qualità del lavoro. È ROI positivo sulle persone.

È online il nuovo sito di Amiat, società del Gruppo Iren attiva nella gestione dei servizi ambientali per la Città di Torino. Il restyling è stato curato da Cultur-e, insieme a PwC Italia e CodeLand, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza digitale degli utenti e facilitare l’accesso alle informazioni sui servizi ambientali offerti ai cittadini.
Il nuovo sito si distingue per un web design moderno e responsive e per una navigazione chiara e intuitiva, progettata per accompagnare l’utente verso i contenuti di maggiore interesse. Oltre al restyling grafico, l’architettura dell’informazione è stata completamente ripensata per mettere i servizi al centro, semplificando i percorsi di consultazione e riducendo la complessità della navigazione.
Il portale diventa così un hub informativo dedicato ai servizi ambientali: dai centri di raccolta alle indicazioni su come differenziare correttamente i rifiuti, fino alle informazioni sul ritiro dei rifiuti ingombranti e sui calendari di raccolta.
Un lavoro su contenuti e struttura che rende il sito uno strumento chiaro, accessibile e orientato alle esigenze quotidiane dei cittadini.
Nel 2025 Cultur-e, insieme a PwC Italia e CodeLand, ha curato il restyling del sito web di Amiat, società del Gruppo Iren attiva nella gestione dei servizi ambientali per la città di Torino. L’obiettivo del progetto era rinnovare la presenza digitale dell’azienda attraverso un web design moderno e responsive, una navigazione chiara e intuitiva e una struttura dei contenuti pensata per ottimizzare l’esperienza dell’utente e facilitare l’accesso alle informazioni più rilevanti.
Il nuovo sito web è stato progettato per diventare un punto di riferimento informativo per cittadini, istituzioni e media, valorizzando il ruolo di Amiat come presidio essenziale per i servizi di igiene urbana e gestione dei rifiuti sul territorio.
Contesto
Amiat da oltre cinquant’anni gestisce ed eroga in modo integrato i servizi di igiene del suolo, raccolta e smaltimento dei rifiuti nella città di Torino.
In un contesto in cui la comunicazione digitale assume un ruolo sempre più centrale nel rapporto con i cittadini, l’azienda ha scelto di rinnovare il proprio sito web per rendere più semplice, immediato e trasparente l’accesso ai servizi ambientali.
Il progetto di restyling nasce dall’esigenza di superare una struttura informativa complessa e frammentata, ripensando l’architettura del sito per mettere i servizi al centro della navigazione e garantire una maggiore coerenza visiva con l’identità di Amiat e del Gruppo Iren.
Attività
- Brand Strategy
- Content Strategy
- SXO/SEO Strategy
Un web design moderno e una navigazione orientata ai servizi
Il nuovo sito di Amiat si distingue per un design rinnovato e progettato per offrire un’esperienza di navigazione fluida. L’approccio responsive consente una consultazione efficace anche da mobile, rispondendo alle abitudini di fruizione degli utenti.
Il progetto ha previsto una riprogettazione dell’architettura dell’informazione e un’ottimizzazione di UX/UI, con menu principali e di servizio riorganizzati in categorie chiare e intuitive. La riduzione della profondità di navigazione e la razionalizzazione dei contenuti hanno permesso di guidare l’utente in modo semplice e immediato verso le informazioni di maggiore interesse.
Un’identità digitale coerente e orientata al servizio
Grazie al lavoro integrato di Brand Strategy, Content Strategy e SEO/SXO Strategy, il nuovo sito rafforza l’identità digitale di Amiat e consolida il suo ruolo di servizio pubblico vicino ai cittadini.
La nuova piattaforma migliora la visibilità online dell’azienda e favorisce un dialogo più diretto e trasparente con il territorio, offrendo un’esperienza digitale coerente, ordinata e orientata alla qualità del servizio.
News

È uscito il magazine ufficiale di Bridging Dialogues 2025, l’edizione che ha portato al centro della riflessione lo shifting in atto nelle culture organizzative, interrogando le abitudini che modellano il modo di stare insieme nelle organizzazioni.
Dedicato al tema “Beyond Organizational Habits”, il magazine raccoglie e approfondisce i contenuti della quinta edizione dell’evento, che si è svolto il 3 luglio scorso presso Talent Garden Calabiana a Milano. Un progetto editoriale che restituisce punti di vista, keynote, workshop e momenti di confronto, dando forma a un pensiero plurale sul cambiamento organizzativo come processo umano, relazionale e culturale.
Per l’edizione 2025 di Bridging Dialogues, Cultur-e ha curato la visual identity dell’evento e l’impaginazione della sua rivista ufficiale, traducendo la complessità dei contenuti in una veste grafica coerente, elegante e di forte impatto visivo.

Un lavoro di progettazione editoriale pensato per sostenere lo sforzo concettuale della rivista (i contenuti del magazine sono curati e scritti da Peoplerise, ndr), valorizzando la pluralità degli sguardi, la ricchezza degli approfondimenti e la dimensione esperienziale dell’evento, restituita anche attraverso un iconico apparato fotografico.
Il progetto grafico ha lavorato per rendere leggibile e attraversabile un pensiero denso, stratificato in cui forma e contenuto dialogano in modo continuo.
Il risultato è un oggetto editoriale che non si limita a documentare l’evento, ma ne prolunga il senso: uno spazio di riflessione che invita a interrogare le abitudini organizzative e a immaginare nuovi modi di lavorare e vivere insieme.Bridging Dialogues 2025 è un progetto di Arsenalia e Peoplerise, realizzato in collaborazione con Cultur-e, eFM e Talent Garden. Un ecosistema di realtà che condividono una visione comune: creare spazi di confronto in cui ricerca, organizzazioni e persone possano dialogare per immaginare nuovi futuri.
Cultur-e e Loft Canova inaugurano Spazi Sensibili, il ciclo di incontri, in programma nel 2026, dedicato al rapporto tra space design e comunicazione.
Un percorso di riflessione che attraversa tre ambiti chiave – ambienti di lavoro, luoghi della cultura e spazio pubblico – per indagare come i luoghi prendono forma non solo attraverso il progetto, ma attraverso i significati e le esperienze che sono in grado di attivare.
Ogni spazio è prima di tutto un linguaggio. Un sistema di segni, relazioni e pratiche che costruisce identità, orienta i comportamenti e genera appartenenza nelle persone. In questo quadro, la progettazione e la comunicazione non sono attività separate, ma parti di un processo integrato che dà senso all’esperienza dei luoghi.
Il ciclo si articola in tre appuntamenti tematici.
#1 appuntamento | giovedì 9 aprile 2026
ABITARE IL BRAND
#interiordesign #wellbeing #senseofbelonging #advocacy
Negli ambienti di lavoro, la progettazione dello spazio è la prima attività che richiede non solo alle aziende, ma anche agli enti e alle istituzioni, di raccontarsi. Oggi più che mai, questa attività consiste nel wellbeing design, un metodo che ambisce a concepire gli spazi di lavoro come luoghi capaci di bilanciare funzione e benessere, operatività ed equilibrio personale. Arredi, colori, ergonomia, comfort e organizzazione degli spazi concorrono a creare ambienti in cui la performance non è disgiunta dalla qualità dell’esperienza quotidiana. È il segno di una filosofia evoluta, che supera la sola logica funzionale e produttiva per mettere al centro le persone.
Accanto alla progettazione fisica, il racconto del brand dà voce a ciò che lo spazio già esprime: definisce il suo posizionamento, i valori, i messaggi chiave e le modalità con cui prendono forma, traducendo la cultura organizzativa in un’esperienza reale, tangibile. Insieme, space design e comunicazione agiscono sui processi di appartenenza: costruiscono un linguaggio condiviso che orienta i comportamenti, rafforza l’identità e genera riconoscimento. Nel tempo, questo linguaggio si trasforma in employee advocacy: le persone non solo si identificano nel brand, ma lo rappresentano, lo interpretano e lo diffondono.
Abitare il brand significa trasformare lo spazio di lavoro da semplice contenitore a organismo vivo, capace di accogliere, motivare, mettere in relazione persone e cultura aziendale.
#2 appuntamento | giovedì 11 giugno 2026
DISEGNARE L’ESPERIENZA
#culturalexperience #audienceengagement #phygital
In ambito culturale, la comunicazione è parte integrante del progetto dello spazio. Musei, teatri, biblioteche e università nascono come ecosistemi narrativi: lo space design definisce fin dall’origine la vocazione del luogo, la sua funzione simbolica, il modo in cui le persone saranno invitate a viverlo. Le strategie di branding, invece, operano come dispositivi interpretativi: chiariscono la missione dell’istituzione, gli danno voce, rendono comprensibile il suo posizionamento. Ogni elemento – architettonico, visivo o testuale – partecipa alla costruzione di un racconto sul sapere, sull’esperienza e sulla memoria condivisa. La comunicazione diventa il ponte tra l’intenzionalità del luogo e la pluralità dei pubblici che lo attraversano, fisicamente e digitalmente. Nei contesti culturali contemporanei, infatti, l’esperienza non è più solo fisica e dipendente dalla qualità dell’allestimento: è phygital, estesa, continua, e richiede linguaggi capaci di tenere insieme la presenza e l’interazione digitale. In questo quadro, lo space design e la comunicazione non si limitano a trasmettere contenuti ma attivano relazioni, generando forme di audience engagement che trasformano il visitatore in parte attiva del racconto e del senso del luogo.
Space design e comunicazione – sinergicamente – diventano l’architettura dell’esperienza dello spazio culturale: ciò che permette ai luoghi di essere vivi, leggibili e, soprattutto, condivisi.
#3 appuntamento | giovedì 8 ottobre 2026
TRASFORMARE LA PÒLIS
#urbandesign #servicedesign #placeactivation #digitaladoption
Space design e comunicazione procedono oggi come due dimensioni inseparabili di una nuova idea di progettazione contemporanea.
Nella città, e in particolare negli spazi pubblici, progettare significa tenere insieme le funzioni, il contesto e le persone: leggere il luogo, rispettarne l’identità, rispondere ai bisogni di chi lo vive ogni giorno. L’architettura organizza lo spazio, ma sono i comportamenti reali a determinarne il successo. Ogni servizio, tecnologia o politica pubblica funziona davvero solo quando viene adottata dalle persone. È qui che comunicazione e coinvolgimento diventano decisivi, traducono la complessità urbana in gesti quotidiani, rendono comprensibili e usabili i nuovi strumenti, accompagnano i cittadini nel cambiamento.
Nella costruzione dello spazio pubblico, adoption significa aiutare le persone a cambiare abitudini, interpretare nuove funzionalità, sperimentare nuovi modi di muoversi, informarsi, partecipare. Ma comunicare la città che si trasforma non vuol dire solo raccontarla agli utenti finali. Occorre coinvolgere i cittadini in una visione più ampia con chi oggi progetta e chi domani avrà il compito di farlo: architetti, tecnici, committenze, studenti, future generazioni di progettisti. È un processo culturale prima che operativo, e richiede linguaggi capaci di leggere le accelerazioni del contemporaneo, i nuovi bisogni, l’impatto della tecnologia e il mutare delle funzioni urbane.
Trasformare la pòlis significa facilitare la transizione costruendo contesti chiari, accessibili, riconoscibili, in cui ogni innovazione possa essere compresa, adottata e diventare parte della vita quotidiana.
INFO
Quando: 9 aprile / 11 giugno / 8 ottobre 2026 – ore 18
Dove: Via delle Colonnette, 26/A – Roma
Con aperitivo di networking
Ingresso libero
Il 14 novembre Cultur-e sarà alla RO.ME Museum Exhibition per affrontare una delle questioni più urgenti per il futuro del patrimonio culturale: l’intelligenza artificiale proprietaria e la sovranità digitale.
L’accelerazione nello sviluppo dell’intelligenza artificiale sta imponendo alle organizzazioni che operano nel settore dei beni culturali un doppio cambio di paradigma: nel governo tecnologico del patrimonio e nella sua promozione nell’ecosistema digitale.
Non si tratta più solo di digitalizzare, ma di trasformare i contenuti proprietari in knowledge base strutturata, mantenendo il controllo su qualità e sicurezza del proprio patrimonio. Le organizzazioni culturali si trovano oggi a dover scegliere tra soluzioni di AI pubblica o AI privata, con implicazioni profonde: cosa si rischia nel condividere i propri contenuti sulle infrastrutture di terzi? Quanto costa implementare internamente un’infrastruttura AI proprietaria? Chi la gestisce?
I nodi da sciogliere riguardano organizzazione, manutenzione, condivisione e sicurezza del patrimonio di contenuti.
Il secondo cambio di paradigma riguarda la promozione del patrimonio culturale. Nel nuovo ecosistema digitale creato dai motori di risposta basati sull’IA, non è più sufficiente la promozione tradizionale.
Il patrimonio culturale va strutturato secondo una logica curatoriale semantica che risponde ai bisogni e agli intenti di ricerca degli utenti. La fruizione deve poter iniziare nell’ecosistema digitale ben prima della visita fisica, entrando nelle risposte che i motori generativi offrono, nelle sintesi AI e nei percorsi multimodali degli utenti.
Di questi temi discuteremo venerdì 14 novembre alla RO.ME Museum Exhibition, il principale evento italiano dedicato al settore museale e dei beni culturali.
Speaker:
- Simona Battistella, CEO & Founder Cultur-e
- Pietro Lanza, Direttore Generale e Consigliere delegato di SB Italia
- Antonio Pavolini, Business Analyst – Media Industry
Dove: Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, Roma
Quando: 14 novembre 2025, ore 11.15-12.15
Ingresso gratuito con registrazione su romemuseumexhibition.com
Nel 2024 Cultur-e, insieme a PwC Italia e CodeLand, ha curato per Alfa Solutions il restyling del sito web aziendale. L’obiettivo è stato dotare l’azienda di una piattaforma digitale capace di comunicare in modo efficace la solidità e il know-how dell’azienda, rafforzando la percezione di Alfa Solutions come riferimento per innovazione, competenza e affidabilità, e al tempo stesso integrare strumenti pratici per i clienti, come la nuova sezione Formazione.
Il nuovo portale garantisce un’esperienza utente intuitiva e una navigazione fluida, rispondendo alle esigenze di clienti, partner e stakeholder.
Contesto
Alfa Solutions S.p.A. è un polo d’eccellenza tecnico-scientifico attivo dal 1980 e composto da un team multidisciplinare di ingegneri, chimici, biologi e specialisti HSE. L’azienda sviluppa soluzioni integrate all’avanguardia per l’industria, mettendo a sistema competenze e tecnologie avanzate nei campi dell’Ingegneria, della Consulenza HSE (Health, Safety & Environment) e delle attività di Laboratorio. Con una posizione di leadership a livello nazionale e un approccio che la rende un partner affidabile anche in contesti globali, Alfa Solutions ha scelto di rinnovare la propria identità digitale.
Attività
- Brand Strategy
- Content Strategy
- SEO Content
Una sezione Formazione innovativa e integrata
Uno degli elementi distintivi del progetto è stata la realizzazione della sezione Formazione, progettata per essere facilmente navigabile grazie a numerosi filtri di ricerca che semplificano l’accesso ai dettagli dei corsi. La landing page dedicata raccoglie e organizza l’intera offerta, con un sistema che dialoga direttamente con il CRM aziendale. Il risultato, ottenuto grazie al lavoro sinergico con il team IT di Alfa Solutions, ha permesso di integrare processi complessi in una soluzione pratica, innovativa e fluida per l’utente finale.
Un’identità digitale rafforzata
Grazie al lavoro di Brand Strategy e Content Strategy, il sito riflette pienamente l’identità di Alfa Solutions e il suo ruolo all’interno del Gruppo Iren. L’attenzione alla SEO ha incrementato la visibilità online, mentre la nuova struttura dei contenuti ha consolidato l’immagine di Alfa Solutions come partner affidabile e innovativo per progetti di ingegneria e consulenza in ambito HSE.
Il risultato è una piattaforma che valorizza le competenze aziendali e ne rafforza il posizionamento sul mercato, offrendo al tempo stesso strumenti concreti per la formazione e la crescita professionale degli stakeholder.
News
È online dal 2025 il nuovo sito di Alfa Solutions, polo tecnico-scientifico del Gruppo Iren attivo dal 1980 nei settori Ingegneria, Consulenza HSE e Laboratorio. Il portale, progettato da Cultur-e in collaborazione con PwC Italia e CodeLand, valorizza l’identità dell’azienda e ne racconta il know-how attraverso una navigazione intuitiva e contenuti ottimizzati in ottica SEO.
Tra le principali novità, la sezione Formazione, che raccoglie i corsi disponibili in un’area facilmente consultabile grazie a filtri di ricerca avanzati e all’integrazione con il CRM aziendale. Uno strumento pensato per offrire a clienti e stakeholder un accesso immediato e funzionale alle opportunità formative.
Con questo progetto, Alfa Solutions rinnova la propria presenza digitale e rafforza il posizionamento come partner affidabile e innovativo, capace di coniugare competenze tecnico-scientifiche e strumenti pratici al servizio dell’industria.
Leggi case history Alfa Solutions
Quando un ecosistema digitale cresce, il rischio non è la complessità tecnologica ma la frammentazione dell’esperienza.
Supportare e agevolare il design dei principali siti web Aruba nasce dalla volontà di rendere coerente, leggibile e orientata alle persone una galassia di servizi che, nel tempo, si era ampliata per addizioni successive, più che come sistema organico di navigazione.
In collaborazione con Lascaux, Cultur-e ha affiancato Aruba in un percorso di ottimizzazione UX lavorando per cicli successivi di analisi, progettazione e test, per riallineare le diverse business line e costruire un’interazione più fluida, accessibile e centrata sui bisogni reali degli utenti, per un ecosistema di siti.
Contesto
Fondata nel 1994, Aruba S.p.A. è oggi il principale provider italiano di servizi digitali, con oltre 16 milioni di utenti e una infrastruttura composta da 7 data center. L’azienda offre un ecosistema articolato di servizi, dal cloud computing al web hosting, dalla registrazione domini alla PEC e firma digitale, rivolgendosi a target eterogenei, dal privato alle istituzioni.
La crescita e l’ampliamento dell’offerta hanno progressivamente portato il brand a una sfida progettuale: realizzare un’esperienza digitale premium, capace al tempo stesso di valorizzare la varietà e l’articolazione dei suoi servizi.
In questo scenario, la qualità dell’interazione diventa un fattore strategico non solo funzionale, ma identitario per il brand.
Attività
- Scenario Mapping
- UX/UI Design
- Design System Integration
- Consulting strategico e operativo
Ridisegnare l’esperienza, non solo le interfacce
Il progetto è nato da un insight chiaro: quando i servizi digitali diventano strumenti operativi quotidiani, accanto a performance e affidabilità, gli utenti ricercano orientamento, semplicità e riconoscibilità.
Per questo, abbiamo lavorato a stretto contatto con il team interno Aruba analizzando strategie di marketing, esigenze di prodotto e comportamenti d’uso. Dalla definizione di journey e user flow fino alla realizzazione di wireframe, mockup e prototipi, obiettivo comune è stato costruire un percorso capace di dare continuità e senso alla relazione tra utenti e servizi.
Dalla frammentazione a linguaggio
Il progetto ha consolidato la coerenza visiva e funzionale tra le business line, trasformandola in un linguaggio progettuale comune. L’handoff è stato gestito in collaborazione con il team di sviluppo, garantendo continuità tra progettazione e rilascio e mantenendo allineati requisiti tecnici e obiettivi di business, in tandem con il reparto di Custom Experience.
Progettare servizi digitali oggi significa progettare relazioni.
E ogni relazione inizia da un’esperienza che funziona ma, soprattutto, che si fa capire.
News
Quando i servizi digitali diventano strumenti essenziali di lavoro e relazione, la qualità dell’interazione non è solo una questione funzionale ma un fattore identitario per un brand.
Da questa consapevolezza nasce la collaborazione tra Cultur-e, in sinergia con il partner Lascaux, e Aruba, principale provider italiano di servizi digitali, per l’ottimizzazione e la riconfigurazione UX del proprio ecosistema web.
Il progetto, sviluppato nell’arco di due anni, ha visto un team multidisciplinare lavorare a stretto contatto con l’obiettivo di rendere più coerente, leggibile e orientata alle persone un’ampia galassia di servizi e soluzioni.
L’attività si è concentrata sull’integrazione del Design System proprietario e sulla progettazione di nuove soluzioni di web design, intervenendo su un ecosistema di siti web per costruire un linguaggio condiviso tra le diverse business line.
Il lavoro ha puntato sulla semplificazione dei percorsi di navigazione e sulla costruzione di un sistema più omogeneo e funzionale, capace di tradurre la complessità dei servizi in percorsi più chiari e accessibili per gli utenti.
Un intervento che ha accompagnato l’evoluzione dell’ecosistema digitale Aruba rafforzando l’allineamento tra tecnologia, strategia e qualità della relazione con le persone.