Maggio 2026

Il museo ecosistema e le nuove geografie dell’esperienza culturale

Il secondo appuntamento di Spazi Sensibili a cura di Cultur-e e Loft Canova, dal titolo “Il Museo ecosistema”,  è dedicato al museo nelle sue molteplici dimensioni: istituzione, spazio pubblico, dispositivo relazionale e progetto diffuso. Un luogo in continua evoluzione, che non si esaurisce nello spazio fisico, ma si estende, si ibrida, entra in dialogo con la città, le comunità e i territori, fino a ridefinire il proprio perimetro e la propria funzione.

Al centro della riflessione, l’avvenuto passaggio del museo da luogo di visita tradizionalmente inteso, vocato alla produzione culturale, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio, a museo come “esperienza”, chiamato a farsi spazio di attivazione, laboratorio di cittadinanza, luogo della sperimentazione e dell’innovazione

Oggi il museo si fa ecosistema dai confini sempre più permeabili, oltre la dimensione fisica e quella digitale, per evolversi in un sistema di relazioni aperto e dinamico. Ed è proprio nella sua capacità di stare in questa tensione tra lo stabilizzare e il trasformare, tra il custodire e l’aprire, che si generano nuove possibilità.

 

 

La discussione affronta dimensioni complementari. La dimensione dei Musei civici, chiamati oggi a ripensare il proprio rapporto con la cittadinanza attraverso modelli più accessibili, inclusivi e partecipativi. Non più luoghi percepiti come separati dalla vita quotidiana ma spazi capaci di entrare nelle pratiche culturali delle persone, rafforzando il legame tra patrimonio, welfare culturale e diritto alla città. Da qui l’importanza del progetto museografico in quanto dispositivo narrativo che mette in relazione spazio, opere e persone, costruendo esperienze in cui architettura e patrimonio dialogano continuamente e ridefiniscono il modo in cui il visitatore attraversa, interpreta e vive il museo.

La dimensione delle esperienze museali nelle periferie urbane, dove il museo – anche per il tramite dell’arte – partecipa alla costruzione stessa della città, configurandosi come uno spazio plurale e partecipato, attraversato dalle differenze e aperto alle novità, volto a rompere la contrapposizione tra centro e aree marginalizzate, tra alto e basso. 

Infine, la dimensione dei borghi e dei territori ai margini dove si afferma l’esperienza del museo diffuso. Percorsi concreti di rigenerazione che valorizzano le stratificazioni culturali e la memoria dei luoghi attraverso pratiche condivise e interventi site specific.

Sono le dimensioni che ridefiniscono il significato del museo oggi, intercettando nuovi bisogni, esigenze di innovazione, criticità strutturali e inedite forme di partecipazione, sollecitando le istituzioni nel tradurre questi modelli ed esperienze in politiche culturali e strumenti operativi, replicabili e sostenibili nel tempo.

 

Intervengono

Simone Capra | STARTT Studio di architettura e trasformazioni territoriali
Giorgio de Finis | Museo delle periferie e MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz
Ilaria Miarelli Mariani | Direzione Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina
Pasquale Piroso | Loft Canova e Biennale dello Stretto

Modera

Claudia Pecoraro | Museologa e curatrice


INFO

Quando: 11 giugno – ore 18

Dove: Via delle Colonnette, 26/A – Roma

Con aperitivo di networking

Ingresso libero