Quando un ente rinnova le proprie strategie comunicative, non aggiorna solo linguaggi e strumenti, ma ridefinisce il proprio rapporto con le persone, rafforzando reputazione e prossimità.
Per INPGI – Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani, abbiamo realizzato un progetto di comunicazione integrata pensato per accompagnare l’Ente in una fase di profonda trasformazione. L’obiettivo non era solo aggiornare il linguaggio e gli strumenti ma dare nuova forza alla sua voce pubblica, rafforzarne il posizionamento istituzionale e costruire una relazione più chiara, autorevole e contemporanea con giornalisti, stakeholder e cittadini.
Strategia, identità visiva, contenuti, lancio e gestione continuativa dei canali social hanno dato vita a un ecosistema coerente, capace di tenere insieme memoria, identità e futuro. Un percorso culminato, nell’anno del centenario, in un racconto ancora più vivo e partecipato.
Contesto
Dal 1926 INPGI è il punto di riferimento per la previdenza e l’assistenza dei giornalisti italiani. Una missione storica di tutela sociale che oggi si confronta con una nuova sfida: parlare in modo più efficace, vicino e autorevole ai propri pubblici, in uno scenario in cui la comunicazione istituzionale è chiamata a essere sempre più accessibile, trasparente e riconoscibile.
Da questa esigenza nasce un progetto strutturato, che ha preso il via con analisi di contesto, incontri e interviste ai referenti, fino alla definizione di una strategia di comunicazione integrata per il biennio 2025–2026, con obiettivi precisi in termini di governance, linguaggio e canali.
Attività
- Strategia di comunicazione
- Linguaggio di brand
- UX/UI design
- Publishing e social media design
- Coordinamento e supporto continuativo a contenuti, social e creatività
- Monitoraggio e analisi KPI
- Event design, management e promozione
- PR e ufficio stampa
Un ecosistema di strumenti e linguaggi condivisi
Il progetto è partito dalla definizione di un linguaggio di brand colto e contemporaneo, tradotto in un sistema visivo coordinato declinato con versatilità ed eleganza su tutti i touchpoint, online e offline.
Abbiamo trasformato la web identity e l’architettura informativa dei portali INPGI e INPGI Notizie attraverso template e framework di pagina capaci di tenere insieme trasparenza, accessibilità e chiarezza.
Lo stesso impianto è stato poi esteso ai materiali di comunicazione corporate – rapporti, brochure, locandine, inviti – e ai nuovi canali social, con la creazione di format grafici e rubriche pensate per rendere la presenza dell’Ente più riconoscibile e vicina alle persone.
A questo ecosistema, si è affiancata un’attività strutturata di ufficio stampa, articolata nella produzione di comunicati stampa, costruzione di media list qualificate e diffusione mirata alle principali testate nazionali e locali, sia generaliste che di settore. Un presidio continuativo delle relazioni con i media che ha contribuito ad amplificare la visibilità delle iniziative e supportare il posizionamento istituzionale dell’Istituto all’interno del dibattito pubblico.
Il centenario come esercizio di memoria civile
Per celebrare i 100 anni di INPGI abbiamo dato vita a un nuovo capitolo del progetto di comunicazione con “A schiena dritta. Tutelare il mestiere della libertà”, la mostra inaugurata a Roma il 24 marzo 2026 negli spazi della Fondazione di studi per il Giornalismo italiano Paolo Murialdi.
Dalla curatela all’allestimento fino a un’ingente campagna di promozione, l’esposizione compie un gesto simbolico potente: portare in primo piano chi, per mestiere, resta spesso dietro l’obiettivo. Un racconto che attraversa un secolo di giornalismo italiano: dai cronisti caduti in territori di guerra o per mano della criminalità organizzata a chi ha raccontato terremoti, processi, diritti e fratture del Paese. La mostra restituisce il giornalismo alla sua dimensione più viva: presenza, responsabilità, libertà.
Il progetto è stato amplificato da una ramificata campagna OOH grazie alla partnership con ATAC, trasformando il centenario in un racconto su scala cittadina.
A questo percorso si è affiancata la realizzazione e produzione del video celebrativo “1926-2026. Cento anni di tutela del giornalismo italiano”, pensato come un viaggio tra memoria e futuro: dalla nascita dell’Istituto agli anni della ricostruzione, dal consolidamento del sistema previdenziale fino alle sfide del giornalismo nell’era digitale.
News
Nel 2025, Cultur-e ha affiancato due affermate associazioni nel campo del teatro e delle performing art, Mitmacher e Zebra Cultural Zoo, nello sviluppo della comunicazione de Il Sesto Cerchio, il progetto culturale nato per accompagnare la città di Verona e la provincia di Sondrio verso i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Contesto
Il Sesto Cerchio è un progetto multidisciplinare che utilizza teatro, danza e sport come leve per attivare i territori, le comunità e i pubblici interessati dalle Olimpiadi. Il programma, che propone spettacoli, performance, incontri, azioni urbane e attività educational, ha trasformato le due location in veri e propri attrattori culturali, sfruttando il suo grande potenziale relazionale e l’elevata partecipazione pubblica.
La sfida è stata quella di promuovere la pluralità di eventi, evidenziando nello stesso tempo i temi e i valori alla base del festival: attraversano il progetto, infatti, abbiamo dato vita a una narrazione accessibile e inclusiva che parlasse anche di condivisione, parità di genere, rispetto reciproco e sostenibilità.
Attività
- Visual Identity
- Content Strategy
- Social media & Engagement Strategy
- ADV Strategy
- UX & UI Design
- Web development
- Editorial design
- Creative Campaign
- Content Production
Promuovere i valori olimpici attraverso una strategia di comunicazione integrata
In fase strategica, Cultur-e ha definito le linee guida della comunicazione del progetto attraverso un approccio integrato e multicanale. Obiettivi, sistema valoriale, pubblici di riferimento, tone of voice e messaggi chiave sono stati messi a sistema per raccontare l’identità de Il Sesto Cerchio e il valore culturale del ricco palinsesto di eventi.
La Content & Social Media Strategy ha articolato il racconto del progetto lungo l’arco temporale definendo format, contenuti e frequenze editoriali. Parallelamente, la Engagement Strategy ha strutturato il coinvolgimento di partner, artisti e stakeholder locali. A completare il quadro, una ADV Strategy dedicata ha sostenuto le attività di visibilità digitale, con l’obiettivo di amplificare la portata del progetto e delle sue iniziative.
Sito web e canali social come strumenti di racconto e relazione
L’ecosistema digitale de Il Sesto Cerchio è stato progettato come uno spazio dedicato al racconto e alla relazione. L’interfaccia grafica del sito, sviluppata per desktop, tablet e mobile, ha creato un ambiente digitale chiaro, in grado di accompagnare l’utente nella scoperta del progetto, dei valori e del palinsesto.
Parallelamente, la Social Media Identity ha guidato la creazione e il setup dei canali Facebook e Instagram, insieme a format editoriali pensati per una gestione continuativa, autonoma e coerente con la Brand Identity.
Campagna di lancio e produzione dei contenuti
In continuità con la Brand Identity, è stata sviluppata la campagna di lancio, attraverso concept creativi, key visual e materiali declinabili sui canali digitali e offline. Manifesti, locandine, dépliant, programmi di sala – accanto a social card e stories –, hanno dato vita a un racconto visivo potente e carismatico. A supporto della campagna, la Content Production ha curato la realizzazione di contenuti multiformato, pensati per sostenere nel tempo la visibilità e il valore delle iniziative.
News
La gentilezza può essere una leva organizzativa?
Sì, quando diventa pratica quotidiana.
Nasce così il Manifesto del Linguaggio Gentile di Cultur-e, un vademecum che ci ricorda che la qualità delle relazioni dipende, prima di tutto, dal modo in cui ci parliamo. Perché lavorare stanca. Ma farlo con gentilezza aiuta.
Non è un esercizio retorico né un semplice codice di buone maniere.
È una presa di posizione culturale: un documento che traduce i valori in comportamenti concreti, dall’ascolto attivo al feedback che costruisce, dall’ironia che unisce al rispetto che non è mai opzionale.
Dieci punti, applicabili subito. Dieci promemoria che trasformano piccoli gesti in qualità relazionale.
Perché la gentilezza non è debolezza.
È responsabilità. È qualità del lavoro. È ROI positivo sulle persone.


È uscito il magazine ufficiale di Bridging Dialogues 2025, l’edizione che ha portato al centro della riflessione lo shifting in atto nelle culture organizzative, interrogando le abitudini che modellano il modo di stare insieme nelle organizzazioni.
Dedicato al tema “Beyond Organizational Habits”, il magazine raccoglie e approfondisce i contenuti della quinta edizione dell’evento, che si è svolto il 3 luglio scorso presso Talent Garden Calabiana a Milano. Un progetto editoriale che restituisce punti di vista, keynote, workshop e momenti di confronto, dando forma a un pensiero plurale sul cambiamento organizzativo come processo umano, relazionale e culturale.
Per l’edizione 2025 di Bridging Dialogues, Cultur-e ha curato la visual identity dell’evento e l’impaginazione della sua rivista ufficiale, traducendo la complessità dei contenuti in una veste grafica coerente, elegante e di forte impatto visivo.

Un lavoro di progettazione editoriale pensato per sostenere lo sforzo concettuale della rivista (i contenuti del magazine sono curati e scritti da Peoplerise, ndr), valorizzando la pluralità degli sguardi, la ricchezza degli approfondimenti e la dimensione esperienziale dell’evento, restituita anche attraverso un iconico apparato fotografico.
Il progetto grafico ha lavorato per rendere leggibile e attraversabile un pensiero denso, stratificato in cui forma e contenuto dialogano in modo continuo.
Il risultato è un oggetto editoriale che non si limita a documentare l’evento, ma ne prolunga il senso: uno spazio di riflessione che invita a interrogare le abitudini organizzative e a immaginare nuovi modi di lavorare e vivere insieme.Bridging Dialogues 2025 è un progetto di Arsenalia e Peoplerise, realizzato in collaborazione con Cultur-e, eFM e Talent Garden. Un ecosistema di realtà che condividono una visione comune: creare spazi di confronto in cui ricerca, organizzazioni e persone possano dialogare per immaginare nuovi futuri.
Cultur-e e Loft Canova inaugurano Spazi Sensibili, il ciclo di incontri, in programma nel 2026, dedicato al rapporto tra space design e comunicazione.
Un percorso di riflessione che attraversa tre ambiti chiave – ambienti di lavoro, luoghi della cultura e spazio pubblico – per indagare come i luoghi prendono forma non solo attraverso il progetto, ma attraverso i significati e le esperienze che sono in grado di attivare.
Ogni spazio è prima di tutto un linguaggio. Un sistema di segni, relazioni e pratiche che costruisce identità, orienta i comportamenti e genera appartenenza nelle persone. In questo quadro, la progettazione e la comunicazione non sono attività separate, ma parti di un processo integrato che dà senso all’esperienza dei luoghi.
Il ciclo si articola in tre appuntamenti tematici.
#1 appuntamento | giovedì 9 aprile 2026
ABITARE IL BRAND
#interiordesign #wellbeing #senseofbelonging #advocacy
Negli ambienti di lavoro, la progettazione dello spazio è la prima attività che richiede non solo alle aziende, ma anche agli enti e alle istituzioni, di raccontarsi. Oggi più che mai, questa attività consiste nel wellbeing design, un metodo che ambisce a concepire gli spazi di lavoro come luoghi capaci di bilanciare funzione e benessere, operatività ed equilibrio personale. Arredi, colori, ergonomia, comfort e organizzazione degli spazi concorrono a creare ambienti in cui la performance non è disgiunta dalla qualità dell’esperienza quotidiana. È il segno di una filosofia evoluta, che supera la sola logica funzionale e produttiva per mettere al centro le persone.
Accanto alla progettazione fisica, il racconto del brand dà voce a ciò che lo spazio già esprime: definisce il suo posizionamento, i valori, i messaggi chiave e le modalità con cui prendono forma, traducendo la cultura organizzativa in un’esperienza reale, tangibile. Insieme, space design e comunicazione agiscono sui processi di appartenenza: costruiscono un linguaggio condiviso che orienta i comportamenti, rafforza l’identità e genera riconoscimento. Nel tempo, questo linguaggio si trasforma in employee advocacy: le persone non solo si identificano nel brand, ma lo rappresentano, lo interpretano e lo diffondono.
Abitare il brand significa trasformare lo spazio di lavoro da semplice contenitore a organismo vivo, capace di accogliere, motivare, mettere in relazione persone e cultura aziendale.
#2 appuntamento | giovedì 11 giugno 2026
DISEGNARE L’ESPERIENZA
#culturalexperience #audienceengagement #phygital
In ambito culturale, la comunicazione è parte integrante del progetto dello spazio. Musei, teatri, biblioteche e università nascono come ecosistemi narrativi: lo space design definisce fin dall’origine la vocazione del luogo, la sua funzione simbolica, il modo in cui le persone saranno invitate a viverlo. Le strategie di branding, invece, operano come dispositivi interpretativi: chiariscono la missione dell’istituzione, gli danno voce, rendono comprensibile il suo posizionamento. Ogni elemento – architettonico, visivo o testuale – partecipa alla costruzione di un racconto sul sapere, sull’esperienza e sulla memoria condivisa. La comunicazione diventa il ponte tra l’intenzionalità del luogo e la pluralità dei pubblici che lo attraversano, fisicamente e digitalmente. Nei contesti culturali contemporanei, infatti, l’esperienza non è più solo fisica e dipendente dalla qualità dell’allestimento: è phygital, estesa, continua, e richiede linguaggi capaci di tenere insieme la presenza e l’interazione digitale. In questo quadro, lo space design e la comunicazione non si limitano a trasmettere contenuti ma attivano relazioni, generando forme di audience engagement che trasformano il visitatore in parte attiva del racconto e del senso del luogo.
Space design e comunicazione – sinergicamente – diventano l’architettura dell’esperienza dello spazio culturale: ciò che permette ai luoghi di essere vivi, leggibili e, soprattutto, condivisi.
#3 appuntamento | giovedì 8 ottobre 2026
TRASFORMARE LA PÒLIS
#urbandesign #servicedesign #placeactivation #digitaladoption
Space design e comunicazione procedono oggi come due dimensioni inseparabili di una nuova idea di progettazione contemporanea.
Nella città, e in particolare negli spazi pubblici, progettare significa tenere insieme le funzioni, il contesto e le persone: leggere il luogo, rispettarne l’identità, rispondere ai bisogni di chi lo vive ogni giorno. L’architettura organizza lo spazio, ma sono i comportamenti reali a determinarne il successo. Ogni servizio, tecnologia o politica pubblica funziona davvero solo quando viene adottata dalle persone. È qui che comunicazione e coinvolgimento diventano decisivi, traducono la complessità urbana in gesti quotidiani, rendono comprensibili e usabili i nuovi strumenti, accompagnano i cittadini nel cambiamento.
Nella costruzione dello spazio pubblico, adoption significa aiutare le persone a cambiare abitudini, interpretare nuove funzionalità, sperimentare nuovi modi di muoversi, informarsi, partecipare. Ma comunicare la città che si trasforma non vuol dire solo raccontarla agli utenti finali. Occorre coinvolgere i cittadini in una visione più ampia con chi oggi progetta e chi domani avrà il compito di farlo: architetti, tecnici, committenze, studenti, future generazioni di progettisti. È un processo culturale prima che operativo, e richiede linguaggi capaci di leggere le accelerazioni del contemporaneo, i nuovi bisogni, l’impatto della tecnologia e il mutare delle funzioni urbane.
Trasformare la pòlis significa facilitare la transizione costruendo contesti chiari, accessibili, riconoscibili, in cui ogni innovazione possa essere compresa, adottata e diventare parte della vita quotidiana.
INFO
Quando: 9 aprile / 11 giugno / 8 ottobre 2026 – ore 18
Dove: Via delle Colonnette, 26/A – Roma
Con aperitivo di networking
Ingresso libero
Il 14 novembre Cultur-e sarà alla RO.ME Museum Exhibition per affrontare una delle questioni più urgenti per il futuro del patrimonio culturale: l’intelligenza artificiale proprietaria e la sovranità digitale.
L’accelerazione nello sviluppo dell’intelligenza artificiale sta imponendo alle organizzazioni che operano nel settore dei beni culturali un doppio cambio di paradigma: nel governo tecnologico del patrimonio e nella sua promozione nell’ecosistema digitale.
Non si tratta più solo di digitalizzare, ma di trasformare i contenuti proprietari in knowledge base strutturata, mantenendo il controllo su qualità e sicurezza del proprio patrimonio. Le organizzazioni culturali si trovano oggi a dover scegliere tra soluzioni di AI pubblica o AI privata, con implicazioni profonde: cosa si rischia nel condividere i propri contenuti sulle infrastrutture di terzi? Quanto costa implementare internamente un’infrastruttura AI proprietaria? Chi la gestisce?
I nodi da sciogliere riguardano organizzazione, manutenzione, condivisione e sicurezza del patrimonio di contenuti.
Il secondo cambio di paradigma riguarda la promozione del patrimonio culturale. Nel nuovo ecosistema digitale creato dai motori di risposta basati sull’IA, non è più sufficiente la promozione tradizionale.
Il patrimonio culturale va strutturato secondo una logica curatoriale semantica che risponde ai bisogni e agli intenti di ricerca degli utenti. La fruizione deve poter iniziare nell’ecosistema digitale ben prima della visita fisica, entrando nelle risposte che i motori generativi offrono, nelle sintesi AI e nei percorsi multimodali degli utenti.
Di questi temi discuteremo venerdì 14 novembre alla RO.ME Museum Exhibition, il principale evento italiano dedicato al settore museale e dei beni culturali.
Speaker:
- Simona Battistella, CEO & Founder Cultur-e
- Pietro Lanza, Direttore Generale e Consigliere delegato di SB Italia
- Antonio Pavolini, Business Analyst – Media Industry
Dove: Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, Roma
Quando: 14 novembre 2025, ore 11.15-12.15
Ingresso gratuito con registrazione su romemuseumexhibition.com
Offrire uno spazio sicuro online dove trovare informazioni autorevoli sulla contraccezione d’emergenza e il benessere sessuale: con questo obiettivo nasce Mettiche, un progetto che parla alla Generazione Z con un linguaggio accessibile, chiaro e scientificamente fondato, per rompere il silenzio attorno a temi ancora troppo spesso percepiti come scomodi.
Dal 2024 collaboriamo con Della Nesta per abbattere stereotipi e tabù. Attraverso la voce social del progetto, su Instagram e TikTok smontiamo i pregiudizi sui temi del benessere sessuale attraverso un piano editoriale dedicato che prende forme in contenuti social, chiari e d’impatto, capaci di valorizzare gli approfondimenti di voci esperte pubblicati nel magazine Mettiche. Anche grazie al coinvolgimento di giovani creator, che parlano il linguaggio del target di riferimento, il progetto intercetta il bisogno informativo a partire dalla conversazione con il suo pubblico. Ne è un esempio la prima survey realizzata da Mettiche sui temi della contraccezione d’emergenza, che ha coinvolto oltre 2.000 persone attraverso i social: un dato che racconta bene quanto l’esigenza di parlare di salute sessuale sia concreta e diffusa.
Sviluppare una strategia di Employer Branding innovativa e coinvolgente, mirata a rafforzare il posizionamento dell’azienda come leader della mobilità sostenibile e attrarre nuovi talenti. Con questo obiettivo nasce la collaborazione tra Trenord, principale operatore ferroviario regionale in Italia, e Cultur-e.
Grazie alla combinazione di Content e Social Media Strategy e di Candidate Journey profilata, Cultur-e ha elaborato un piano di azione on/offline per un Employer Branding multicanale e sinergico, capace di raggiungere un target giovane e dinamico.
Promuovendo il proprio sistema valoriale di welfare, trainato da un approccio orientato a innovazione e transizione ecologica, Trenord con Cultur-e consolida il suo posizionamento a partire dalla sua popolazione aziendale.
Il linguaggio distintivo, insieme a una narrazione valoriale che integra storytelling e contenuti multicanale, punta a evidenziare l’impatto sociale ed ecologico di Trenord rendendolo più attrattivo per i giovani talenti. Un traguardo che si muove a partire dalla definizione di una nuova Employer Value Proposition e da una rinnovata content strategy: qui trovano nuovo spazio e valore percorsi di carriera, iniziative di welfare e testimonianze dirette dei dipendenti. Le persone al centro, dal presente al futuro.
Consolidare la propria autorevolezza nel settore della mobilità elettrica anche su LinkedIn: è da questo obiettivo che prende le mosse la nuova strategia editoriale sviluppata da Cultur-e per Platum. Un progetto pensato per trasformare il presidio del social network professionale in un canale narrativo a tutti gli effetti, capace di parlare a stakeholder, partner e community.
La nuova linea editoriale valorizza la produzione di contenuti attraverso card, caroselli informativi e video, in sinergia con il magazine aziendale, e mette al centro i temi chiave per il target di riferimento: sostenibilità, innovazione e cultura della mobilità. Ma soprattutto, accende i riflettori su un asset sempre più strategico per Platum: le persone.
A questo, si aggiunge il lancio di una nuova newsletter – strumento integrato direttamente nella piattaforma – che consente di inviare aggiornamenti periodici ai propri follower richiamando articoli di punta e aggiornamenti pensati per incontrare l’interesse del target.
La voce delle professionalità interne, il racconto delle competenze e delle storie aziendali diventano così parte integrante di un dialogo attivo e coinvolgente, capace di rivolgersi in maniera efficace sia al pubblico B2B sia a quello B2C. La strategia, affiancata da un’attività costante di social media management e monitoraggio KPI, ha l’obiettivo di rafforzare la brand awareness e costruire una community digitale coerente con i valori del brand.
In occasione delle elezioni per il rinnovo delle RSU nel comparto scuola, università e ricerca, CISL Scuola ha scelto di affidarsi a un’immagine forte, inclusiva e modulare per raccontare la propria identità sindacale. Così nasce “La scuola a tutto tondo”, una campagna di comunicazione multicanale firmata Cultur-e e costruita attorno a un simbolo che è già nel DNA visivo e valoriale di CISL: il cerchio.
Un’icona semplice ma potente, che diventa il fulcro visivo e concettuale del progetto, capace di adattarsi e valorizzare ogni messaggio e contenuto promosso dal sindacato. Attorno al cerchio ruotano i temi fondanti della rappresentanza sindacale – ascolto, inclusione, partecipazione, mediazione – visualizzati attraverso una visual identity illustrata, colorata, riconoscibile e popolare.
La campagna ha preso vita su molteplici touchpoint, coinvolgendo social media, sito web, eventi nazionali, materiali informativi e gli stessi luoghi delle elezioni. Una strategia integrata e capillare, capace di raggiungere il target con linguaggi e formati differenti, anche a livello locale.
Cultur-e ha seguito l’intero sviluppo strategico e creativo, firmando la campagna dalla definizione del concept alla produzione dei materiali, fino alla declinazione sui canali digitali e fisici. Una narrazione coerente e dinamica, pensata per rappresentare la CISL in tutta la sua pluralità: una scuola, davvero, a tutto tondo.