logo nyD’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.

Scriveva così Italo Calvino ne Le città invisibili, dimostrando ancora una volta di essere un precursore dei tempi, un seminatore di intuizioni a cui tutti gli altri sarebbero arrivati, loro malgrado, dopo. La citazione di Calvino torna utile per comprendere le trasformazioni che si stanno delineando nella comunicazione turistica. Negli ultimi tempi si è assistito al proliferare di siti dedicati al turismo, gestiti sia da privati che da enti locali. In quest’ ultimo caso, si tratta di portali diversi per obiettivi, contenuti e comunicazione rispetto a quelli strettamente “istituzionali”.

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“Come mai la pagina più visitata del mio sito non è la home?”. Una domanda che a prima vista potrebbe suonare come una provocazione: non è possibile, verrebbe da rispondere. Invece può succedere, soprattutto se stiamo parlando di siti di informazione. Vai a capire che tra ricerca organica, SEO e indicizzazione, non è detto che il contenuto di maggior interesse – non per il cliente, ma per l’utente - sia il banner in evidenza sulla home ma il box nella subhome o la scheda nella colonna di destra della pagina di terzo livello.

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Blog, influencer e comportamenti d'acquistoA.A.A. Nuovi clienti cercasi. Astenersi social network. Secondo una ricerca pubblicata da Technocrati (aprile 2013), nel web 3.0 i comportamenti d’acquisto dei consumatori sono influenzati dai giudizi dei blogger. Prima di passare all’azione e portare a termine lo shopping, gli utenti della Rete vanno alla ricerca delle opinioni presenti nei blog. Leggono, si informano, soppesano pro e contro dell’oggetto che vogliono acquistare, dando importanza primaria alla qualità dei contenuti che leggono, all’affidabilità della fonte e alle dimensioni “ristrette” della community. La conclusione? Per trovare nuovi clienti e fidelizzare quelli già esistenti Facebook e Twitter non sarebbero così efficaci. A risultare vincente è una strategia sinergica, dove le reti convergono e collaborano per influenzare le scelte del cliente finale. (continua…)

“Gli spazi di social networking rappresentano una grande opportunità per la PA, non solo per informare e comunicare in maniera efficace, ma anche per costruire una relazione di fiducia.” Così scriveva il ministro Patroni Griffi nel Vademecum Pubblica Amministrazione e social media, redatto a cura del Formez nel “lontano” dicembre 2011.

In particolare Twitter, per la brevità dei suoi messaggi e per l’utilizzo sempre più diffuso come fonte di informazione e aggiornamento in tempo reale, rappresenta uno dei canali ideali che la Pubblica Amministrazione può sfruttare per comunicare in modo nuovo con i suoi utenti-cittadini. (continua…)

Rendere il mondo più aperto e connesso. Con questo obiettivo lo scorso 15 gennaio Facebook annuncia dal blog ufficiale il lancio della Graph Search, una nuova modalità di ricerca, al momento disponibile solo in beta per la versione english. A oggi per “testare” la Graph Search bisogna mettersi in lista d’attesa, dalla pagina https://www.facebook.com/about/graphsearch.
Nel corso dell’ultima edizione del Be-Wizard, a cui Cultur-e ha partecipato, sono stati illustrati alcuni possibili utilizzi della Graph Search sia da parte del semplice utente che di un’azienda. Merito anche di Daniele Ghidoli, fondatore della digital agency Bigthink e specializzato in marketing su Facebook e applicazioni social, che ha dedicato al tema il suo intervento del Be-Wizard. (continua…)

Tim Berners Lee lo ha voluto ribadire 21 anni dopo l’invenzione del World Wide Web, durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2012: “This is for everyone” è infatti il messaggio lanciato via tweet a tutto il mondo, ben visibile sugli spalti dello stadio Olimpico di Londra grazie a raggi e nodi di luci, a simboleggiare l’iper-connessione e l’interattività.

 

E proprio lui, il papà di internet, è tra i promotori della World Wide Web Foundation: la mission è diffondere la libertà di accesso alla Rete nei paesi in via di sviluppo.

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Logo_Londra2012Una cosa è certa: le Olimpiadi 2012 di Londra saranno anche i Giochi dei social network e della tecnologia.
Già da tempo circolano notizie su applicazioni e novità IT per seguire i Giochi olimpici o viverli in prima persona, “pilotando” i propri atleti preferiti dalla tastiera del cellulare o dal proprio tablet.

Partiamo dai social media: Londra 2012 ha una propria pagina Facebook ufficiale, con oltre 9mila fan, e un account Twitter (@Olimpiadi 2012). Obiettivo è aggiornare gli utenti sull’avventura olimpica. La pagina rimanda ad altre due dedicate ai Giochi, The Olympic Games e London 2012. In essa si trovano anche profili e pagine  di atleti (da Michael Phelps a Usain Bolt, da Andrea Bargnani a LeBron James), squadre e sport, così da seguire da vicino tutti i retroscena delle performance dei singoli partecipanti o delle gare dei team. La pagina dell’Italia, Team Italia Olimpiadi, ha oltre 41mila “mi piace”.

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