Tim Berners Lee lo ha voluto ribadire 21 anni dopo l’invenzione del World Wide Web, durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2012: “This is for everyone” è infatti il messaggio lanciato via tweet a tutto il mondo, ben visibile sugli spalti dello stadio Olimpico di Londra grazie a raggi e nodi di luci, a simboleggiare l’iper-connessione e l’interattività.
E proprio lui, il papà di internet, è tra i promotori della World Wide Web Foundation: la mission è diffondere la libertà di accesso alla Rete nei paesi in via di sviluppo.
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Una cosa è certa: le Olimpiadi 2012 di Londra saranno anche i Giochi dei social network e della tecnologia.
Già da tempo circolano notizie su applicazioni e novità IT per seguire i Giochi olimpici o viverli in prima persona, “pilotando” i propri atleti preferiti dalla tastiera del cellulare o dal proprio tablet.
Partiamo dai social media: Londra 2012 ha una propria pagina Facebook ufficiale, con oltre 9mila fan, e un account Twitter (@Olimpiadi 2012). Obiettivo è aggiornare gli utenti sull’avventura olimpica. La pagina rimanda ad altre due dedicate ai Giochi, The Olympic Games e London 2012. In essa si trovano anche profili e pagine di atleti (da Michael Phelps a Usain Bolt, da Andrea Bargnani a LeBron James), squadre e sport, così da seguire da vicino tutti i retroscena delle performance dei singoli partecipanti o delle gare dei team. La pagina dell’Italia, Team Italia Olimpiadi, ha oltre 41mila “mi piace”.
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Obiettivi di medio e lungo periodo da raggiungere entro il 2020, sei gruppi di lavoro e una cabina di regia nazionale, 101 azioni che potrebbero portare a un risparmio economico tra i 4 e i 13 milioni di euro e a un aumento del Pil stimato tra il 4 e il 5%. In una parola? Adi – Agenda digitale italiana, la strategia del Governo Monti per dare sostanza anche nel nostro Paese al progetto della Commissione europea, “Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”. Il primo atto concreto arriverà entro la fine di giugno, data per la quale è atteso il decreto DigItalia, frutto del lavoro della Cabina di regia interministeriale formata da esperti e tecnici del Ministero dello sviluppo economico, Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Ministero per la coesione territoriale, Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e Ministero dell’economia e delle finanze, oltre al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri. (continua…)
1/06/2012 di Barbara Lauro
Secondo giornalisti e critici televisivi, la “convergenza” tra tv e social network è ciò che distingue un programma nuovo da uno di vecchia concezione. Lo spettatore moderno guarda con un occhio lo schermo del pc, o del tablet, e con l’altro quello della televisione. E vuole far sentire la sua voce, intervenire, porre domande, commentare, votare (nel caso dei talent), interagire con il conduttore e i suoi ospiti.
Tra i vari social networking, il più presente sui teleschermi però non è Facebook. Indubbiamente commenti e conversazioni presenti sul famoso social creato da Mark Zuckerberg condizionano lo sviluppo dei palinsesti spesso determinando le decisioni degli stessi produttori, ma a parte il caso di voto interattivo dentro reality e talent show, le pagine di Facebook non ”dialogano” con le trasmissioni in onda. La loro influenza, per quanto pesante, vive esternamente allo schermo TV.
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Nella storia della Rete, ma anche in quella della società degli ultimi anni, Facebook può essere considerato una sorta di spartiacque. Da quando è nato, o meglio da quando si è diffuso, tutte le relazioni, le notizie, i fenomeni culturali e non passano per il social network di Zuckerberg.
Inutile dire che sia diventato oggetto di ricerche, sondaggi e analisi di vario genere, che spaziano su diversi ambiti.
Quello dei sentimenti e degli stati d’animo è sicuramente uno dei più esplorati: una recente analisi afferma che gli aggiornamenti di stato sul social network sarebbero uno specchio del nostro livello di depressione. Soprattutto tra i giovani: un’indagine effettuata dall’università di Washington su 200 studenti iscritti a Facebook e altre reti sociali ha rilevato che un aggiornamento su tre mette in evidenza sintomi collegabili alla depressione. Frasi tristi, status che esprimono angoscia, link a notizie di cronaca sarebbero i sintomi del malessere. Per questo, è fondamentale che genitori e amici leggano con attenzione quanto pubblicato su Facebook per aiutare eventualmente i ragazzi in difficoltà. (continua…)
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Un binomio che in questi Anni Zero si è consolidato sempre più e che vede la Rete – Iinternet, i social network, lo streaming e il digital download – e la musica, soprattutto quella emergente, andare a braccetto e integrarsi perfettamente l’una con l’altra.
Lo confermano anche i dati, in ultimo il rapporto FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) pubblicato qualche giorno fa: tra download e streaming, più del 21% del mercato discografico è digitale e fattura 27,5 milioni di euro. Le previsioni per il futuro vedono tablet e smartphone in progressiva ascesa, mentre il download da pc perderà terreno. (continua…)
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