OSenegalgni giorno lottano per sopravvivere, per non far morire di fame e di sete i propri figli, per non subire la barbarie delle mutilazioni femminili, per non arrendersi all’AIDS, per realizzare nuove forme di microeconomia. Chi sono? Le donne africane, un esercito che si distingue per forza, volontà, caparbietà e coraggio. Tra le battaglie più importanti, quella dell’istruzione ai bambini, argomento che poco interessa ai loro uomini troppo distratti nel perpetrare tradizioni che favoriscono la violenza, la caccia e la discriminazione, e se ne infischiano del saper leggere e scrivere.

Poco considerate nel Continente Nero, sono ammirate nei paesi più industrializzati che le giudicano l’unico mezzo per portare l’alfabetizzazione in Africa, per far sviluppare l’economia, per dire stop alla piaga dell’AIDS. Per questo motivo, anche Internet si inchina davanti alla loro intraprendenza e si rende strumento per dare al loro impegno il massimo tributo che esista al mondo: il Nobel per la Pace. Un segnale potente per una buona fetta di popolazione umana poco attenta alle tragedie quotidiane dell’Africa, un monito che non può passare inascoltato per tutte quelle culture che relegano la donna in una posizione sociale subalterna, un fatto che potrebbe scuotere anche i loro uomini prevaricatori, finalmente impotenti davanti a tanto prestigio.

Un appello che deve essere firmato su www.noppaw.org prima di tutto dalle donne occidentali, la cui vita complessa, accelerata, faticosa, e tanto più difficile di quella dei loro uomini, è sinonimo di lusso per le africane che lottano per sopravvivere dignitosamente. E deve essere firmato da quegli uomini che non hanno paura di ammettere quanto sia più difficile essere donne. Soprattutto nel continente più povero del mondo.

L’ambizioso progetto ha come obiettivo la raccolta di 2 milioni di firme da inviare al comitato che attribuisce il Nobel. Promotori dell’iniziativa sono il CIPSI, coordinamento di 48 associazioni di solidarietà internazionale, e ChiAma l’Africa, organizzazione nata in Senegal, a Dakar, durante il seminario internazionale per un nuovo patto di solidarietà tra Europa e Africa svoltosi dal 28 al 30 dicembre 2008.

Internet ha trovato il modo di far sapere alle donne africane che tutto il mondo le guarda, le osserva e le ammira e che l’occidente è ben consapevole di quanto il loro ruolo sia sempre più trainante per il risveglio economico, culturale e sanitario del Continente Nero. L’unica maniera per ripagare della propria fatica ogni singola donna somala, marocchina, nigeriana, congolese, tunisina, sudanese  – e tutte le altre -  è dirgli “grazie” attraverso l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace. Un’occasione da non mancare per la civiltà.

imageLa crisi economica mondiale nel biennio 2009-2010 ha avuto effetti pesanti negli investimenti in tutti i settori economici, incluso il mercato delle telecomunicazioni, frenando di fatto il processo di modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche del nostro Paese.

L’inaugurazione del servizio di Internet Wi-Fi e telefonia di qualità sui treni Frecciarossa rappresenta allora non solo una buona notizia ma anche un segnale che lo sviluppo tecnologico ricomincia finalmente a correre in Italia, e lo fa ad alta velocità. Da dicembre, grazie all’accordo con Telecom Italia, il Gruppo FS ha messo a disposizione dei passeggeri dei treni sulla linea AV Torino – Milano – Roma – Napoli un sistema Wi-Fi che permette di navigare su Internet con il treno in movimento utilizzando smartphone e chiavette USB collegate su rete 3G e di telefonare senza interruzioni e con una miglior ricezione anche nelle gallerie. Un servizio innovativo che sarà gratuito fino a fine gennaio. Successivamente verrà applicato un costo di connessione, sebbene la prevista apertura del sistema ai diversi operatori telefonici italiani dovrebbe garantire tariffe concorrenziali. (continua…)

nucleare_consenso_300x200Come Cultur-e, in qualità di consulenti, stiamo seguendo da vicino il tema del rilancio del nucleare in Italia. Un argomento che da un lato vede i sostenitori dell’atomo, convinti che l’Italia sia pronta per una nuova stagione di energia prodotta da nucleare, e dall’altro una fetta dell’opinione pubblica schierata contro questo tipo di scelta.

Tralasciando gli aspetti prettamente tecnico-economici (piuttosto sviscerati su portali e blog di settore) è interessante notare il gran dibattito relativo alla comunicazione del nucleare in Italia, che comprende diversi batti-e-ribatti in materia di spot e contro-spot, campagne di informazione e sondaggi.

Ad accendere le polveri è stato il Forum Nucleare Italiano, associazione non profit nata ufficialmente a luglio scorso e presieduta da Chicco Testa. Il Forum – con la missione di aprire un dibattito di discussione civile, informando gli italiani su un argomento finora considerato tabù e vittima di molti pregiudizi – ha lanciato una campagna pubblicitaria di taglio istituzionale, ideata dall’agenzia Saatchi & Saatchi, il cui investimento (6 milioni di euro) è stato interamente finanziato dai 25 associati al Forum, composto da multinazionali dell’energia, aziende del settore, associazioni, sindacati, centri di ricerca  e università. (continua…)